Aci Bonaccorsi

Aci Bonaccorsi

ACI BONACCORSI

È un comune di 3.500 abitanti della città metropolitana di Catania.

 

LA STORIA

Le origini storiche di quello che nei riveli delle visite pastorali del 1624, conservati nell’archivio storico della Curia Arcivescovile di Catania, veniva chiamato “quartiero delli Bonaccursi di Jaci” vanno fatte risalire alla preesistenza di tre primitivi nuclei abitati consistenti in piccoli gruppi di case distinti e nettamente separati, sebbene non superassero la distanza di non oltre cinquecento metri l’uno dall’altro. Per questi tre “originari” insediamenti, denominati “Battiati”, “Pauloti” e “Sciara”, che daranno vita agli omonimi quartieri, non si può fissare una data di nascita precisa. Tuttavia, è possibile pensarla successiva allo storico e traumatico avvenimento della colata lavica del 1408. Solo più tardi l’arcaico nucleo assunse una conformazione più unitaria con il collegamento alle contrade “Piazza” e “Lavina”.

La “Piazza”, situata in posizione più bassa e centrale, ben presto funge, di fatto, da raccordo tra gli altri agglomerati. La sua origine rimane ancora oggi la più problematica, data la presenza di un elemento importante e fuorviante nello stesso tempo. In essa sorge, infatti, una chiesa dedicata a Santa Maria della Consolazione e a Sant’Antonio Abate, la cui ultima costruzione risale al 1716, ma sul cui portale, però, una sintetica epigrafe parla di “anno mille”. Probabilmente il significato dell’iscrizione va dimensionato all’indicazione di “chiesa molto antica”, originariamente ubicata di fianco al letto di un torrente (oggi incanalato sotto la strada) costellato, lungo il suo corso, da altre chiese e che sicuramente costituiva un cammino molto frequentato per gli antichi abitanti del “Bosco di Jaci” (Acireale).

La costruzione della Chiesa Madre, negli ultimi anni del sec. XVI, in zona “strategicamente” centrale ai sub-quartieri, dava al paese l’assetto definitivo e l’aspetto conservato pressappoco fino ad oggi. Il nome di “quartiere” riscontrato nei riveli si deve alla struttura particolare della città di Jaci di cui “Bonaccorsi” era una delle tante componenti. Il nome “Bonaccursu” dato al paese, malgrado la maggiore diffusione del cognome “Vattiatu” (da cui “Battiati”, denominazione di uno dei più antichi sub-quartieri, che risponderebbe al significato di “battezzati”), si deve all’importanza e conseguente notorietà “fuori paese” assunta da alcune persone socialmente di spicco, di cognome “Bonaccorso”. Come l’autonomia parrocchiale si fa risalire all’epoca della costruzione (1589) della Matrice (in precedenza la Parrocchia dipendeva dal Santuario di Valverde), così si ha pure una data per l’autonomia comunale. È bene, però, ricordare che entrambe le date vanno intese come “verità” approssimative. È del 1652, infatti, un documento che rende nota l’esecutorietà di un altro documento emanato dalla corte spagnola l’anno precedente a favore di un Giorgio Esquerra De Roxas, inteso a nominarlo “Marchese di Bonaccorsi”. Alla morte di costui, che era stato secondo marito di donna Francesca Grimaldi, vedova di Don Nicolò Diana, barone di Cefalà (Cefalà Diana, Palermo) e di Jaci, subentrava il figlio del primo marito di donna Francesca, Guglielmo Diana. Nel 1672, succedendo come nuovi signori di Jaci i Campofiorito ai Diana, il “Marchesato di Bonaccorsi” rimase quale titolo onorifico alla famiglia Diana, anche se la “Terra dei Bonaccorsi” continuò ad essere una delle componenti dello “Stato” feudale di Jaci.

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EVENTI ANNUALI
Carnevale dei bambini: sfilata di gruppi mascherati e mini carri allegorici a cura degli alunni delle Scuole Elementare e Media (tra la fine di febbraio e i primi di marzo).

“Le Domeniche di Maggio-Festa di Primavera”: Mostra dell’artigianato, Sagra dei formaggi e dei prodotti agro-alimentari tipici siciliani; Festa dei fiori e dell’ecologia. Spettacoli e animazione.

Estate Bonaccorsese: Cinema, Teatro, Musica, manifestazioni sportive e di intrattenimento popolare (da luglio a settembre).

Festa del Patrono Santo Stefano Protomartire: processione del pregevole simulacro di fine Cinquecento sull’artistico fercolo; esecuzione di entusiasmanti spettacoli pirotecnici (2-3 agosto).

Festa di San Martino: preparazione della mostarda di fichidindia in collaborazione con gli anziani del Centro diurno comunale, di dolci tipici in collaborazione con gli alunni delle Scuole Elementare e Media, degustazione di frutta tipica autunnale e vino novello (una domenica di metà novembre).

Santo Natale: allestimento di un artistico Presepe e animazione del “Presepe vivente”; concerti di musica natalizia (dall’8 dicembre al 6 gennaio).

Attività di Promozione Culturale: incontri con i protagonisti della Cultura nazionale, organizzati nell’ambito delle iniziative che hanno come centro propulsore l’Assessorato alla Cultura e la Biblioteca Comunale.

Teatro Comunale: organizzazione di stagioni di prosa e concertistiche, da ottobre a maggio, nelle quali avrà svolgimento un cartellone di spettacoli con il patrocinio del Comune.

Il Festival Nazionale dei Fuochi d’Artificio

A margine della festa in onore del patrono Santo Stefano, ad Aci Bonaccorsi si è consolidata la tradizione dei fuochi d’artificio che ha acquistato particolare importanza a partire dall’immediato dopoguerra. La sera del 2 agosto, infatti, è dedicata allo “scontro” dei partiti, una sorta di palio pirotecnico tra i quartieri “Battiati” e “Piazza” che richiama migliaia di spettatori da tutto il sud Italia e a cui partecipano i migliori maestri pirotecnici nazionali.

Cosa vedere

Non sono presenti Attrazioni accessibili ai disabili in questo Comune.

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