Città Bronte

Bronte
  • VIA A. Spedalieri, 40

  • Comune: 095 7747111
  • Ufficio del Turismo: 366 6202106
  • Castello di Nelson: 095 690018
  • Biblioteca Comunale Deluchiana: 095 691278
  • Pinacoteca Nunzio Sciavarrello - Real Collegio Capizzi: 334 6478584
  • Masseria Lombardo - Museo dell'Antica Civiltà Contadina: 095 7723977
  • Museo del Carretto Siciliano: 095 7721971

È un comune di circa 20.000 abitanti della città metropolitana di Catania.
LA STORIA

La mitologia vuole che l’origine di Bronte ed il suo stesso nome siano da ricondursi al mito dei Ciclopi, giganteschi esseri dalla forma umana simbolo delle forze della natura.

Vuole, infatti, la leggenda che la cittadina sia stata fondata dal ciclope Bronte (che vuol dire tuono).

Dal punto di vista storico, però, non esistono molte notizie documentate sulla sua genesi. In due contrade ai piedi dell’Etna (Musa e Zucca), un tempo fertilissime ma poi sommerse dalla lava, abitarono certamente gruppi di antichi Siculi, spinti successivamente da terribili eruzioni ad stabilirsi verso le attuali località di Bronte, Maletto, Santa Venera, Rocca Calanna, Cisterna e Corvo. A testimonianza di ciò rimangono le numerose cellette funerarie a forma di forni (i gruttitti) rinvenute nelle grotte tra Maniace, Maletto e Bronte, alla base di Rocca Calanna in contrada Difesa, nella contrada Contura, e tracce di villaggi rupestri e di capanne preistoriche (i pagghiari) sparse su tutto il territorio compreso tra Randazzo e Adrano.

Storicamente, il primo documento attendibile sulla città è riferito ad un privilegio del conte Ruggero del 1094 che indica il nome “Bronte” per individuare il confine di due possedimenti. Altre testimonianze sono del 1105 (una concessione di terra in alcuni territori subta Brontis) e del 16 aprile 1345 (donazione di re Ludovico a Manfredi Lancia del fondo “Ilichito”, sito in loci de Bronte).

È noto, pure, che l’attuale territorio comunale trae le sue origini dalla fusione di più casali, agglomerati rurali con chiesa propria. Erano 24 quelli che nel 1535 Carlo V ordina di unificare per dare vita ad un’unica popolazione con a capo il villaggio di Bronte, il più grande per estensione e per numero di abitanti, dando così origine al nucleo primitivo della città attuale. A conseguenza di ciò sorsero nuovi quartieri e nuove chiese. Case povere, costruite a secco col materiale lavico che si trovava sul posto; strette, tortuose e ripide stra­de si svilupparono attorno alla chiesa di Santa Ma­ria, a quella del Soccorso, dell’Annunziata, di San Rocco (oggi Sacro Cuore), di San Giovanni.

Bronte cominciò ad esercitare una notevole influenza politica, economica, religiosa, culturale e organizzativa e divenne il centro più idoneo ad accogliere le varie popolazioni dei dintorni e anche da più lontano, come la colonia albanese in fuga dalla propria patria perché oppressa dall’occupazione musulmana.

Il territorio fu parzialmente danneggiato dalle eruzioni del 1651, del 1832 e del 1843, quest’ultima conosciuta soprattutto per aver causato la morte di 59 persone per un’esplosione che avvenne quando la lava invase una cisterna d’acqua. Fu l’incidente più grave conosciuto nella storia delle eruzioni dell’Etna che può essere direttamente associato con l’attività del vulcano. Nel 1799 l’ammiraglio britannico Horatio Nelson fu insignito del titolo di duca di Bronte da Ferdinando I delle Due Sicilie con una donazione significativa di terreni, fra cui il castello e la chiesa di Santa Maria nei pressi di Maniace.

Durante il Risorgimento, la città fu teatro di un episodio controverso, noto come i Fatti di Bronte. L’8 agosto del 1860, una rivolta popolare provocò la morte di 16 persone. La sommossa fu soppressa da Nino Bixio che, dopo un veloce processo sommario, fece fucilare 5 presunti colpevoli.

ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE

Il pistacchio DOP

È l’oro verde di Bronte, il suo gioiello gastronomico famoso in tutto il mondo e promosso annualmente tra settembre e ottobre attraverso un evento fieristico tra i più visitati in Sicilia. È un frutto pregiato e particolarmente ricercato per il suo sapore aromatico e gradevole in pasticceria, in gelateria, per aromatizzare e insaporire molti piatti e condire la salsiccia. Del resto, la mortadella migliore si condisce con il pistacchio che se è di Bronte è sinonimo di grande qualità. L’olio estratto trova applicazione anche in dermatologia per le sue alte doti emollienti ed ammorbidenti, ma è in cucina che il pistacchio diventa un re soprattutto come condimento per i primi piatti. Se da una parte la fama delle pennette al pistacchio ha fatto il giro di mezzo mondo, non meno prelibata è la pasta fresca fatta in casa realizzata con la farina di pistacchio.

La Sicilia è l’unica regione italiana dove si produce il pistacchio e Bronte, con oltre tremila ettari di coltura, ne rappresenta l’area di coltivazione principale (più dell’80% della superficie regionale e l’1% di quella mondiale) con una produzione dalle caratteristiche uniche che ne fanno un prodotto di nicchia di grande valore. Il pistacchio era già conosciuto dai Greci e dai Romani, ma è entrato a far parte delle coltivazioni agricole in Sicilia solo grazie agli Arabi quando scoprirono che il territorio di Bronte era quello ideale.

EVENTI ANNUALI

FEBBRAIO (3): festa del patrono S. Biagio

FEBBRAIO: Carnevale brontese

MARZO (19): festa di S. Giuseppe

MARZO (25): festa liturgica dell’Annunziata

PASQUA:

visita ai sepolcri del Giovedì Santo

solenne processione cittadina del Venerdì Santo

AGOSTO: festa esterna della patrona Maria SS. Annunziata (cadenza triennale)

SETTEMBRE/OTTOBRE: sagra del pistacchio

DICEMBRE: eventi natalizi