Città Castiglione di Sicilia

Castiglione di Sicilia
  • Ufficio Informazioni Turistiche Tel. 0942 980348 - Numero Verde 800010552
  • Ufficio Promozione Turistica c/o Centro Educazione del Parco Fluviale dell’Alcantara - Tel. 0942 980222
  • Comune Tel. 0942 980211
  • Museo Valle Alcantara Esposizione Etnografica Presso la sede de “Il Convivio” Via Pietramarina, 66 - Fraz. Verzella Tel. 0942 986036; cell 333 1794694
  • Enoteca Regionale Siciliana Sicilia Orientale Centro espositivo, promozione eventi ed itinerari enogastronomici Via Pantano, c/o Castello di Lauria - tel. 348 627 0838

È un comune di circa 3.300 abitanti della città metropolitana di Catania.
LA STORIA

Prima dell’arrivo dei greci, giunti in Sicilia nel 735 a.C. per fondare Naxos, l’intera Isola era abitata da popoli che gli storici chiamano Siculi, Sicani ed Elimi. Questi erano ben organizzati politicamente, vivevano in villaggi, conoscevano la ceramica, inumavano i cadaveri.

Alcuni scavi archeologici compiuti dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania in una grotta in contrada Marca, nei pressi del fiume Alcantara, vicino alla chiesa di San Nicola, così come numerosi altri sporadici rinvenimenti, dimostrano che l’intera valle era densamente popolata nel Neolitico e soprattutto nell’età del rame e del bronzo.

In questa grotta sono venuti alla luce resti umani, frammenti di ossidiana e ceramiche, tra le quali una coppa fonda con decorazioni in nero su rosso e una tazza attingitoio monoansata acromica datate intorno alla fine del terzo millennio a.C., appartenenti artisticamente alle ceramiche di Piano Conte, tipicamente eoliane.

Pertanto le origini di Castiglione di Sicilia si perdono nella notte dei tempi, anche se numerosi studiosi hanno fissato la sua fondazione al 403 a.C. quando i Nassi, sconfitti da Dionisio di Siracusa, risalirono il fiume Akesine, cioè l’Alcantara, accrescendo con molta probabilità gli sparuti insediamenti già esistenti nella contrada Imbischi-Acquafredda e a Francavilla, luoghi in cui recenti ricerche archeologiche hanno messo in evidenza vere e proprie città e, fra l’altro, i ruderi di un santuario dedicato al culto di Persefone.

Scarse sono invece le testimonianze dell’epoca romana, come pochissimo sappiamo del periodo delle invasioni barbariche. Nel 535, però, la Sicilia viene occupata dai greci bizantini che risvegliano la cultura e l’economia dell’Isola e della vallata di Castiglione. Loro palese testimonianza sono i numerosi tempietti rustici, detti “Cube”, tra cui quello di Santa Domenica a Castiglione, quello integro di Malvagna e quelli ridotti a semplici ruderi nei pressi di Randazzo.

L’attuale paese sorge in pieno Medioevo (sec. XII) in seguito alla cacciata degli Arabi da parte dei Normanni che diedero inizio ad una espansione demografica e fondarono numerose città e monasteri. Ciò è attestato non solo dalla pianta irregolare del paese e dalla sua posizione, ma anche da alcune testimonianze architettoniche, come il Castello o il Cannizzo, che costituivano dei solidi baluardi difensivi.

Il XIII secolo fu un periodo florido, tanto che Federico II di Svevia (primo con questo nome come re di Sicilia) nel 1233 concesse a Castiglione l’appellativo di “Animosa” e le confermò il privilegio di battere moneta. Ma alla fine dello stesso secolo cominciò per l’abitato una lenta decadenza.

Ai Normanni si sostituirono gli Angioini che con le loro esose tasse e col trasferimento della capitale da Palermo a Napoli suscitarono molto malcontento tra gli isolani, tanto che con la guerra del Vespro, iniziata nel 1282, vennero cacciati dall’Isola con l’ausilio dell’ammiraglio Ruggero di Lauria che appoggiava Pietro d’Aragona. In premio, il Lauria ottenne diversi feudi, tra cui anche Castiglione, che scelse spesso come residenza estiva. Declinata poco tempo dopo la potenza del Lauria, decadde anche l’importanza di Castiglione che perse così la sua demanialità e venne assegnata come feudo all’infante Giovanni, duca di Randazzo.

Dopo aver fatto parte della Camera della Regina e quindi aver goduto di una certa libertà, nel 1373 il borgo venne concesso in baronia a Pirrone Gioeni e poi nel 1517 riconfermato come marchesato a Giovanni Tommaso Gioeni. Quest’ultimo, infine, nel 1602 venne nominato dal re di Spagna, Filippo III, primo principe di Castiglione.

Il sistema feudale, tornato nuovamente in auge con gli Spagnoli, determinò una lenta ma inesorabile decadenza del paese, finché nel 1612 l’animo orgoglioso ed intraprendente dei suoi abitanti non riacquistò le sue libertà civiche attraverso il riscatto del mero e misto imperio, cioè il diritto di esercitare la giurisdizione civile e criminale.

La maggiore libertà permise la formazione di una borghesia terriera e di un apprezzabile sviluppo urbanistico, come attesta la costruzione di alcuni palazzi e di alcune chiese, sparsi lungo la via Regina Margherita, in piazza Lauria e in piazza Sant’Antonio Abate: il palazzo Camardi, il palazzo Imbesi già dei Tuccari, il palazzo Sardo, la sede del Peculio poi modificato in Municipio, il palazzo Saglimbeni, il monastero delle Benedettine, l’ospedale San Giovanni di Dio, la chiesa di Sant’Antonio Abate, la chiesa di San Giacomo e molte ville di campagna.

Ma, malgrado l’apparente floridezza economica, nel XVII e XVIII secolo continuarono

a verificarsi ricorrenti carestie.

Nel 1636 si fondò, perciò, il Peculio, una istituzione che aveva lo scopo di creare un patrimonio comunale che permettesse l’acquisto di una quantità di frumento bastante al consumo locale, e che nei casi di necessità sarebbe stato rivenduto ad un prezzo politico. Ricchezza e povertà, carestia e abbondanza, incremento demografico e miseria, furono le contraddizioni più vistose di questi due secoli. La vita della povera gente, che abitava le contrade, non era certo da invidiare.

I più erano costretti a lottare giorno dopo giorno per la sopravvivenza. Il pane, alimento fondamentale della dieta dei poveri, spesso non era cotto con farina di frumento ma con altri cereali, come segale e mais, e condito con pomodori, cipolle, formaggio, frutta, verdura, mentre la carne veniva consumata solo per le feste.

Ad alleviare le sofferenze dei poveri erano spesso le istituzioni religiose. Fiorivano, infatti, diversi ordini monastici, come gli Agostiniani, che nel 1610 avevano fondato il monastero dell’alto Milio fuori paese, trasferendosi nel 1648 in città; i Carmelitani, che costruirono il loro convento nei pressi della chiesa di San Martino, poi intitolata alla Madonna del Carmelo; i Cassinesi, la cui abbazia si trovava nei pressi della chiesa di San Nicola sotto il titolo della Trinità; e infine le Benedettine, che gestivano un orfanotrofio.

Nel 1860 viva fu la partecipazione alla causa dell’unità d’Italia, preparata da logge massoniche. Anche qui i contadini attesero invano la spartizione delle terre.  Sorsero vari tumulti, un manifestante venne ucciso, ma Nino Bixio ordinò al maggiore Dezza: «Vi do piena facoltà: arrestate e tenete prigionieri i rivoltosi».

Grande fu il tributo di sangue offerto dai Castiglionesi durante la Grande Guerra (1915-18) ma ancora più grande lo fu durante la Seconda Guerra Mondiale quando il 12 agosto 1943 il generale tedesco Rodt, comandante della XVI Divisione Granatieri, entrava in Castiglione per compiere il primo vero eccidio nazista in terra italiana.  Sedici inermi cittadini vennero massacrati senza un perché, mentre altri circa 200 vennero presi in ostaggio.

ECCELLENZE AMBIENTALI

Castiglione porge già da lontano il suo benvenuto grazie al Castello di Lauria che, alto ed imponente, domina tutta la valle. Il centro storico è una fitta trama di vicoli che, a raggiera, giungono nella parte sommitale del nucleo abitato dove si affacciano palazzi nobiliari e chiese di varie epoche.

Il territorio è alquanto vasto e raggruppa diverse frazioni e borgate (Rovittello, Solicchiata, Passopisciaro, Verzella, Mitogio, Gravà, Castrorao, Cerro): tutti con una storia più recente rispetto a Castiglione centro ed oggi in continua evoluzione, soprattutto la zona etnea dove si registra un importante sviluppo del comparto vitivinicolo che da secoli caratterizza il territorio.

L’area comunale è compresa all’interno di due importanti siti naturalistici protetti, conosciuti in tutto il mondo: il vulcano Etna e le Gole dell’Alcantara. Per gli appassionati di trekking ed escursioni sono diversi gli itinerari che si possono scegliere in un alternarsi di colori e paesaggi che si ammirano tra suggestive colate laviche e verdi pinete ricche di flora e fauna, e a valle lungo le sponde del fiume Alcantara, tra rigogliosi agrumeti, vigneti e frutteti. Molto amate dagli escursionisti anche le grotte laviche come Marca, Verzella e delle Femmine, con all’interno reperti e sepolture preistoriche.

Grazie alle sue peculiarità storico-architettoniche, Castiglione di Sicilia fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia; inoltre è stato dichiarato località di “notevole importanza pubblica” con D. R. 21 giugno 1994.

EVENTI ANNUALI

FEBBRAIO: il più bel Carnevale della Valle dell’Alcantara

PASQUA: rievocazione della Via Crucis in costumi d’epoca

MAGGIO (prima settimana): festa della patrona Maria SS. della Catena

MAGGIO (15): benedizione dei campi presso la Cuba Bizantina

GIUGNO (25): Notte Romantica nei Borghi più Belli d’Italia

LUGLIO-AGOSTO-SETTEMBRE: EstatEventi

AGOSTO (10): Calici di Stelle

AGOSTO (prima settimana): Sagra enogastronomica

NATALE: eventi vari, mostra di presepi artistici, novene, mercatini natalizi

Tornei nazionali ed internazionali di GOLF