Piedimonte Etneo

Piedimonte Etneo

PIEDIMONTE ETNEO

È un comune di circa 4.100 abitanti della città metropolitana di Catania.

 

LA STORIA

Agli albori del XVII secolo, Piedimonte Etneo fu battezzata con il nome di Belvedere grazie agli incantevoli panorami che si ammirano dalla collina ove sorge, sita sul versante orientale dell’Etna. All’epoca, il territorio faceva parte dei possedimenti dei Gravina Cruillas, baroni di Francofonte e principi di Palagonia, e fu appunto Ignazio Gravina Cruillas (1611-1685) che nel 1650 “principiò” sul feudo Bardella della baronia di Calatabiano “una nuova habitatione” chiamandola “Piemonte”. Successivamente, il nipote Ignazio Sebastiano Gravina Amato (1657-1694), nonostante l’opposizione della vicina Linguaglossa, ottenne dal Tribunal del Real Patrimonio la “licenza populandi”. L’atto di vendita della fu stipulato il 30 agosto 1687 e il 22 settembre seguente un decreto viceregio sanciva la nascita del nuovo paese. Nonostante il nome richiesto alla Regia Curia fosse “Piemonte”, continuò ancora a chiamarsi Belvedere, nome caro ai suoi abitanti. In seguito prevalse il nome Piedimonte cui fu aggiunto Etneo nel 1862 per distinguerlo da altri paesi con identico nome.

Il fondatore non era andato oltre l’edificazione di una piccola chiesa intitolata a Sant’Ignazio di Loyola, di una dozzina di “casuncole terrane”, di qualche forno e di un piccolo alloggio per suo servizio. Il nipote, ottenuta licenza e lasciata Palermo, si trasferì nella baronia di Calatabiano ove si fece costruire due comode dimore: una all’Acquicella (detta ora Castello di San Marco) e l’altra a Piemonte. Stabilitosi in questi luoghi nel 1689, vi realizzò altre costruzioni.

Fu Ferdinando Francesco (1675-1736), quarto signore di Piedimonte, il fautore della notevole espansione settecentesca del paese e l’impronta urbanistica che tuttora lo caratterizza grazie all’apertura di strade dalla larghezza inconsueta. Vennero realizzate importanti costruzioni fra si ricordano l’acquedotto, la Porta San Fratello, il Carcere, la chiesa di San Michele Arcangelo e il Convento dei Cappuccini. In questo periodo si registrò un rilevante aumento della popolazione. Molti furono gli immigrati giunti dai paesi vicini, alcune famiglie vennero addirittura dalla Calabria e altre da Palermo al seguito del Principe.

Piedimonte Etneo continuò a crescere nel corso del Settecento con l’apertura di nuove strade, la costruzione di palazzi lungo il corso principale e della Chiesa Madre con l’ampia piazza adiacente. Nel 1812 venne elevato a Comune e il primo sindaco fu il signor Domenico Voci che era stato più volte amministratore civico.

ECCELLENZE AMBIENTALI

La superficie del territorio comunale ricade all’interno del Parco dell’Etna raggiungendo quasi i 2800 metri di quota con i Pizzi Deneri dove è stato realizzato l’osservatorio vulcanologico.Il paesaggio è caratterizzato da terreni vulcanici e sedimentari, ricco di sorgenti che alimentano i numerosi pozzi di acqua e il fiume Fiumefreddo; in collina dominano le colate laviche, l’area che va dai 300 ai 1000 metri è destinata alle colture e la zona più a valle di Piano Boria è caratterizzata dalla presenza del Terribinto (denominato scornabeccu), una pianta sempreverde. Inoltre, vi si trovano la ferula, il rovo, la felce aquilina, il ricino e alberi di castagno e roverella.

Punto base per l’escursionismo, a quota 1.013 metri, è la località di Case Bevacqua, nella zona “C” del Parco. L’area è caratterizzata dalla presenza di noccioleti e da qualche betulla. Da qui si raggiungono i boschi di monte Stornello (1150 metri s.l.m.), mentre più in alto, nella zona lavica, si trovano soltanto piante arbustive e qualche isolato pino laricio. Ai piedi del monte Frumento delle Concazze sono visibili i 5 conetti vulcanici di monte Sartorius. Il paesaggio sottostante è dominato dalla betulla dell’Etna il cui sottobosco è pieno di astragalo siculo, viola dell’Etna, millefoglie, tanaceto e funghi.

Cosa vedere

Non sono presenti Attrazioni accessibili ai disabili in questo Comune.

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