Riposto

Riposto

Riposto, situata sulla riviera ionica alle pendici dell’Etna, è dotata di un porto e del Porto turistico dell’Etna, il quale si immette direttamente nel suo centro storico. Quest’ultimo conserva numerosi palazzi ottocenteschi connotati dallo stile Liberty, e allo stesso tempo la tipica struttura urbanistica della tradizione marinara di alcuni quartieri storici.
Il paesaggio di Riposto dominato dal vulcano, dal mare e dai vasti agrumeti, sintetizza così le forti tradizioni commerciali, culturali e sociali di un’area cruciale per tutta la zona ionico-etnea, in cui la civiltà del mare e del vino hanno convissuto per secoli.
Il nome Riposto deriva dalla vocazione commerciale della zona, che aveva fatto sorgere un luogo attrezzato quale deposito per le botti e le merci da spedire via mare. La storia di Riposto ha avuto, infatti, nel suo rapporto con il mare il principale fattore di sviluppo, anche se, dal punto di vista demografico, le sue fortune furono legate allo sviluppo della Contea di Mascali.
Alla fine del secolo XVI, tre gruppi di popolazione (coloni, pescatori e barcaioli-costruttori) si fusero creando nella fascia costiera dove sorgevano le “capanne-pagliai” dei pescatori, il primo nucleo di una nuova comunità, Riposto. Intanto, le tristi vicende di Messina, vi alimentarono una continua emigrazione dei Messinesi che sui ruderi della “Anticaglia di San Giovanni”, costruirono la chiesetta della “Madonna della Lettera” contribuendo alla nascita di un paese lineare e parallelo al mare.

Nel secolo XVIII una potente famiglia, i Pasini, operò nella zona una politica di popolamento. Nel 1725 costruì, a sud dello “Jungo”, una casa di campagna a cui doveva far capo il secondo nucleo dell’antica Riposto, “Scariceddu” (piccolo scalo). All’inizio del XIX secolo gli abitanti di Giarre, appoggiandosi alle aspirazioni espresse da Riposto, chiesero di potersi staccare da Mascali. I Ripostesi furono prima a fianco e poi uniti a Giarre. Fu nel 1841 che Riposto ottenne dal Re l’autonomia da Giarre. Avvenuta l’Unità d’Italia, le condizioni socio-economiche di Riposto migliorarono sempre più con l’affermarsi di una grossa flotta di velieri e da pesca nonché con lo svilupparsi dei suoi famosi cantieri navali e con la costruzione del porto. Venne anche avviata la costruzione di numerose opere pubbliche. Alla fine del secolo XIX si verificò il boom economico di Riposto.
Dal 1936, quando si poté realizzare solo in parte il piano regolatore del 1920 che prevedeva la zona industriale, le condizioni economiche della città subirono un collasso. In questo periodo arrivò la fusione dei Comuni di Giarre e Riposto, con il nome di Jonia. Con la caduta del fascismo, nel dopoguerra (1946) Giarre e Riposto tornarono comuni autonomi.
Negli anni ‘50 tra i principali provvedimenti urbanistici vi fu la costruzione del sottopassaggio che unisce Giarre-Riposto. In questi anni, specie nel settore vinicolo, Riposto attraversò una grave crisi, a cui conseguì la grande emigrazione nel Nord America. Negli anni ’60 si costruì il tratto di lungomare che va dalla chiesa Madonna della Lettera fino al molo foraneo, collegando direttamente Torre Archirafi a Fondachello. Negli anni ’70 si rafforzarono le strutture del porto e si coprì il torrente Jungo.

Percorso cicloturistico Macimed (da Torre Archirafi alla Riserva naturale di Fiumefreddo-fiume Alcantara)
Passeggiata sul lungomare di Torre Archirafi sul quale è situato il settecentesco Palazzo Vigo con veduta dell’Etna

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