Santa Venerina

Santa Venerina

Il territorio di Santa Venerina si adagia in declivio sulle pendici orientali dell’Etna, lungo i confini dei comuni di Acireale, Giarre e Zafferana Etnea. È limitrofo al Parco dell’Etna e rientra nella D.O.C. “Etna”. Il rilievo generale del suolo è di tipo collinare con dislivelli assai rilevanti: dai 170 metri di quota ai 540 metri. È caratterizzato da una vegetazione rigogliosa, costituita da coltivazioni viticole, agrumicole e ortofrutticole ed in piccola parte dalla presenza di antichi boschi. Il territorio è attraversato da quattro torrenti che collegano l’ Etna al mare.
Alcune monete d’oro e d’argento ritrovate in sepolcri scavati nel territorio di Linera rappresentano le più antiche testimonianze di insediamenti risalenti al tempo della Repubblica Romana.
All’epoca bizantina (535-827 d.C.) risale la Chiesetta di Santo Stefano, cella trichora i cui ruderi si trovano tra le frazioni di Dagala del Re e Bongiardo. Dopo la dominazione araba (827-1060), con l’avvento dei Normanni (1060-1194) e la riconquista cristiana, arrivarono a Santo Stefano i monaci benedettini in virtù dei diplomi del 1091 e del 1092 con i quali il Gran Conte Ruggero concesse al vescovo Angerio, abate del monastero dei benedettini, tutta la zona di Aci.

Per i successivi due secoli la storia del territorio dell’odierna Santa Venerina è un tutt’uno con quella di Acireale. Nel 1735 il Municipio di Acireale concesse alla Deputazione della Cappella di Santa Venera una bottega nella contrada indicata come Bongiardo e l’istituzione di una fiera franca lungo la strada regia che da Messina portava a Catania. Nel 1747 gli stessi deputati dedicarono una chiesetta a Santa Venera ed un fondaco per dare asilo ai viandanti che transitavano dalla Regia Trazzera.
Attorno a questo nucleo si sviluppò una vera e propria borgata con oltre 600 residenti dediti all’ agricoltura e all’allevamento. La storia del paese è inoltre legata alle vicende della contea di Mascali. Nel 1749 fu aperta al culto la prima chiesetta e fu adottato il toponimo Santa Venera. Ben presto però l’esistenza di altre vicine contrade contraddistinte dallo stesso nome indusse nel 1796 il Vescovo di Catania a definire per la prima volta questi luoghi con il nome di Santa Venerina. Occorrerà tuttavia arrivare al 1936 perché Santa Venerina diventi Comune autonomo.
Di pregevole fattura sono gli edifici destinati al culto: la Chiesa Madre, la Chiesa di Bongiardo dedicata alla Madonna del Carmelo costruita nella prima metà del ‘700, la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù (1875), la Chiesa di Dagala del Re, risalente al 1631 e riedificata nel 1843, la Chiesa di Monacella edificata da un possidente della zona tra il 1788 e il 1792, la Chiesa dedicata a Santa Maria del Lume (1895), la Chiesa di Cosentini (1855-1863), la Chiesa di Maria Vergine ricostruita dopo il terremoto del 1914, ma risulta essere la più antica su tutto il territorio, risalendo infatti al Cinquecento. Una chiesetta di cui rimane solo il prospetto è quella della Tenutella, risalente al secolo XVIII con due affreschi attribuiti alla scuola di Pietro Paolo Vasta.

Santa Venerina Estate appuntamenti culturali, musicali, teatrali, sportivi, tra cui La notte bianca dello Sport e Calici di Stelle
EnoEtna: mostra mercato dei vini siciliani e dell’Etna, dei prodotti agroalimentari tipici e dell’artigianato locale che si svolge nella seconda metà del mese di settembre
Premio di Giornalismo dedicato a Maria Grazia Cutuli evento biennale organizzato con il concorso del Corriere della Sera
Fiera dell’Immacolata, antichissima fiera ogni 8 di dicembre
Presepe vivente nel bosco, suggestiva rappresentazione della natività che si svolge nel periodo natalizio all’interno dell’Oasi naturalistica di Cosentini.
Festa di San Sebastiano ultima domenica di gennaio

Cosa vedere

Non sono presenti Attrazioni accessibili ai disabili in questo Comune.

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