Città Zafferana Etnea

Zafferana Etnea
  • Via Garibaldi, 317, 95019 - Zafferana Etnea

  • Comune: 095 7093051
  • Polizia Municipale: 095 7083862
  • Carabinieri: 095 7081768
  • Farmacia Barbagallo del Dr. Raciti Antonio: 095 7082005
  • Farmacia Di Leo: 095 7098033
  • Fax: 095 708 32 60

È un comune di circa 10.000 abitanti della città metropolitana di Catania.

LA STORIA

Fin dal tempo dell’occupazione romana, il territorio di Zafferana Etnea era attraversato da un importante asse viario che collegava Taormina a Catania, costituendo un percorso alternativo alla via Consolare Pompea che costeggiava il litorale jonico. Questa strada pedemontana consentiva lo spostamento dei soldati romani al riparo dagli attacchi nemici e permetteva di raggiungere e attraversare l’imponente Bosco di Aci da cui si ricavava materia prima per la costruzione delle navi.

Secondo il celebre antropologo palermitano Giuseppe Pitrè, il luogo registrò il passaggio dei tre santi Alfio, Filadelfo e Cirino, condotti a Lentini per esservi martirizzati il 10 maggio 253. Secondo alcune fonti, in quel caso un’eruzione dell’Etna aveva reso impraticabile la strada costiera (via Pompea), costringendo la legione e i condannati a servirsi della strada etnea. Una piccola parte di questa antica strada lastricata, in seguito riadattata a mulattiera e utilizzata fino all’inizio del Novecento, è ancora visibile presso la contrada Dagalone. Altra testimonianza della presenza dei romani nel territorio è rappresentata dal ritrovamento di alcune monete.

A causa delle eruzioni dell’Etna e dei terremoti che più volte devastarono la zona, non si hanno altri reperti storici anteriori al sisma del Val di Noto del 1693.

La storia dell’abitato attuale ha origine con la fondazione del Priorato di San Giacomo, un monastero benedettino costruito nel Medioevo e di cui si hanno notizie certe a partire dal 1387 in un documento firmato dal vescovo di Catania, Simone del Pozzo. Da una bolla di Papa Eugenio IV nel 1443 si apprende, invece, dell’esistenza di un’annessa chiesa dedicata a San Giacomo, sacramentale e parrocchiale; il che fa presumere che fosse frequentata da un primo nucleo di abitanti sorto attorno al monastero, oltre che dai numerosi pellegrini che accorrevano il 25 luglio, nel giorno della festa del santo. La vita monastica nel Priorato finì nel 1464 ma la chiesa rimase aperta al culto fino almeno al 1677, venendo poi probabilmente distrutta, insieme all’intero complesso, dal terribile terremoto del 1693. Il Priorato si trovava all’inizio della svasatura della Valle San Giacomo, a monte dell’odierno abitato. Alcuni studiosi  sostengono che un primo piccolo monastero in territorio zafferanese fosse stato istituito da san Sabino, vescovo di Catania nell’VIII secolo, che lasciò la gestione della diocesi per ritirarsi in un luogo pacifico insieme ai suoi discepoli.

Il toponimo “Zafarana” (che darà poi il nome al paese) compare per la prima volta in un documento del 1694. Le terre della contrada dipesero amministrativamente dai comuni di Trecastagni, Viagrande ed Aci Sant’Antonio fino al 1826, mentre dal punto di vista religioso la chiesa del borgo (chiesa della Madonna della Provvidenza), costruita agli inizi del Settecento, fu vincolata all’Arcipretura parrocchiale “S. Nicola di Bari” di Trecastagni fino alla costituzione della parrocchia (1753).

Il 21 settembre 1826 un decreto di Francesco I dispose che i quartieri Zafarana Etnea, Sarro, Rocca d’Api, Bongiardo e Pisano distaccandosi dai comuni di Trecastagni, Viagrande ed Aci SS. Antonio e Filippo, formassero un nuovo comune col nome di Zafarana Etnea, poi Zafferana Etnea. A questo nuovo comune si unirono, in seguito, le frazioni di Fleri (1851) e Petrulli (1951), mentre la frazione di Bongiardo nel 1934 passò al neo costituito comune di Santa Venerina.

ECCELLENZE AMBIENTALI ED ENOGASTRONOMICHE

Zafferana Etnea sorge a 574 m s.l.m., sulle pendici orientali dell’Etna. Si estende fino alla vetta sommitale del vulcano, includendo paesaggi di inestimabile bellezza naturalistica, dai fitti boschi alle distese di deserto lavico. È uno dei comuni del Parco Regionale dell’Etna e nel suo territorio rientrano le tre grandi valli che, secondo accreditate ipotesi, rappresentano la sequenza della genesi del vulcano: Valle del Bove, Val Calanna e Valle San Giacomo.

L’abitato è adagiato in una vallata, ai piedi dei monti Pomiciaro (1715 m slm), Zoccolaro (1739 m slm) e Fior di Cosimo (1178 m slm), disposto in lunghezza parallelamente alla costa jonica sul cui mare si affaccia come una terrazza.
Collocata in una posizione gradevole per gli amanti della tranquillità e della natura, dista pochi chilometri dai centri maggiori (Catania 24,6 km, Taormina 36,6 km, Acireale 13,7 km) e si trova a metà strada tra il mare e la montagna.

Zafferana rappresenta una delle porte d’accesso al vulcano grazie alla strada provinciale dell’Etna che la collega alla stazione turistica di Rifugio Sapienza (Nicolosi) da un lato, e a quella di Piano Provenzana (Linguaglossa) dall’altro.

Per il suo paesaggio, dal volto rigoglioso e prorompente, è un luogo prescelto per l’escursionismo tra boschi e alberi secolari (come l’ilice di Carlino) e colate laviche ancora “calde”, come quella che nel 1992 si fermò a poca distanza dal centro abitato modificando l’aspetto della Val Calanna.

Zafferana è ricercata anche per le sue specialità gastronomiche capaci di soddisfare i migliori palati con la produzione di diverse qualità di miele, il prodotto tipico per eccellenza che le ha permesso di fregiarsi del titolo di “Città del Miele”. L’apicoltura, infatti, è l’attività più fiorente e raggiunge il 15% della produzione nazionale attraverso una concentrazione di circa 800 piccole imprese. Non mancano poi funghi, pere, ciliegie, pesche e mele, le specialità di pasticceria (foglie da tè, “sciatori”, paste di mandorla, di nocciola e di pistacchio, cassatelle di ricotta) e di rosticceria come la “pizza siciliana”, un calzone fritto a forma di mezzaluna ripieno di tuma, acciughe e pepe. Un posto importante occupano anche i vini, molti dei quali ricadono all’interno della DOC “Etna”.

Tutte queste eccellenze e molto altro (come l’artigianato) trovano spazio nell’Ottobrata, uno dei più importanti eventi fieristici in Sicilia che si svolge nel centro storico di Zafferana tutte le domeniche di ottobre. È l’occasione per mettere in mostra i prodotti tipici del territorio in un’atmosfera di grande festa.

EVENTI ANNUALI

La festa patronale della Madonna della Provvidenza 

Seconda domenica di agosto

È la festa più importante della cittadina e comprende una serie di momenti religiosi e folkloristici molto partecipati, in cui la cittadinanza si riunisce per rendere omaggio alla propria patrona.
La festa di sant’Antonio Abate 

17 gennaio

Il Compatrono di Zafferana si ricorda il 17 gennaio di ogni anno, con una santa messa solenne e un insieme di manifestazioni collaterali che ne arricchiscono il programma.
Il Natale

Monumentale presepe in Chiesa Madre e accensione del ceppo natalizio in piazza.
Il Premio letterario “Brancati”
Fine settembre

Prestigioso evento culturale nato nel 1967 per desiderio di importanti nomi della letteratura e del giornalismo italiani: Dacia Maraini, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia, Vanni Ronsisvalle e molti altri ancora. Il Convegno-Premio si prefigge di commemorare la vita e le opere del grande scrittore siciliano Vitaliano Brancati che a Zafferana Etnea amava soggiornare ritenendo la cittadina il luogo ideale per dare voce alla sua “Ninfa ispiratrice”.
Etna in scena 

Giugno/settembre

È il cartellone di eventi in programma per l’estate zafferanese. Serate con spettacoli di danza, cinema e teatro.
L’Ottobrata zafferanese
Tutte le domeniche di ottobre

È un evento fieristico-culturale che si svolge tutte le domeniche del mese di ottobre nel centro storico del paese per la promozione dei prodotti tipici del territorio.