Giardino Bellini

Giardino Bellini

Via Etnea, 302, 95129 Catania CT, Italia

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Il parco risale al Settecento ed apparteneva al principe Ignazio Paternò Castello con all’interno l’antico “labirinto” di siepi arricchito da statue e fontane.

È il più antico dei quattro giardini principali di Catania e rappresenta “la villa” per antonomasia. Il parco risale al Settecento ed apparteneva al principe Ignazio Paternò Castello con all’interno l’antico “labirinto” di siepi arricchito da statue e fontane.

L’abitudine di costruire giardini con percorsi intricati nei quali gli ospiti si potessero facilmente smarrire era una delle tante mode europee dell’epoca che vedevano convivere razionalità e fantasia, gusto per le meraviglie e rigore scientifico.

L’intera area venne acquistata dal Comune di Catania nel 1854 per realizzarvi un parco pubblico e venne dato incarico all’architetto Landolina di adattare il progetto al nuovo tipo di uso. Per ampliare l’area, al nucleo originario si aggiunse nel 1866 l’orto di San Salvatore, ricchissimo di decorazioni floreali, palmizi, alberi centenari e zampilli. L’unificazione e l’armonizzazione delle due parti venne affidata nel 1880 all’Ingegnere Filadelfo Fichera e nello stesso anno venne inaugurato il viale degli uomini illustri rappresentati da sculture a mezzobusto.

Considerato uno dei più belli d’Europa, il giardino “Bellini” è luogo di ritrovo e svago per le famiglie catanesi. La natura del terreno su più livelli offre al visitatore la possibilità di spaziare dalla parte bassa alle due collinette che si ergono nel centro di un ampio piazzale posto alla loro base, offrendo articolati panorami che spaziano dal mare alla montagna.

I viali di questo grande e colorato giardino sono diversi e tortuosi, fittamente ombreggiati ed accompagnano i fruitori tra ponticelli elegantemente costruiti, sottopassaggi, ricche aiuole fiorite, fontane, piazzali, alberi centenari.

L’ingresso monumentale di via Etnea venne aperto nel 1932 e nello stesso anno fu innalzato il cavalcavia sulla via Sant’Euplio e realizzata la grande vasca circolare nella quale vennero messi alcuni bellissimi cigni bianchi.

In quelle ore le strade di Catania erano semivuote perchè molta gente era ancora in villeggiatura e quelli rimasti in città si erano ritirati in casa.

La via Etnea calava dal Borgo quasi deserta, passava davanti alla Villa Bellini lungo la grande cancellata dietro la quale fiorivano grasse magnolie, davanti alla statua di Garibaldi che avvolto nel suo mantello di bronzo caldo di sole guardava verso piazza Duomo e gli archi della marina; pochissima gente ai tavoli da caffè.

Da “Un bellissimo novembre” di Ercole Patti

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