Città Catania Collegio Cutelli

Collegio Cutelli

Via Vittorio Emanuele II, 56, 95131 Catania CT, Italia

Collegio Cutelli

La sua realizzazione (1779) fu opera dell’abate Giovan Battista Vaccarini che, con l’ausilio di Francesco Battaglia, creò un gioiello architettonico dell’arte settecentesca.

Voluto dal conte palermitano Mario Cutelli (1589-1654), si annovera nella Catania risorta dopo il terremoto del 1693. La sua realizzazione (1779) fu opera dell’abate Giovan Battista Vaccarini che, con l’ausilio di Francesco Battaglia, creò un gioiello architettonico dell’arte settecentesca, oggi la più antica istituzione scolastica superiore della città. La volontà del benefattore era quella di destinare una parte del suo patrimonio alla fondazione di un “collegio d’huomini nobili” tanto che il progetto iniziale consisteva nell’assicurare la formazione di un vivaio di giovani patrizi (al collegio si accedeva soltanto se si possedevano i “quattro quarti” di nobiltà) in grado di poter occupare i ruoli chiave del governo della città di Catania. Più tardi, furono gli echi della Rivoluzione Francese e la riforma del 1839 ad aprire le porte del convitto anche a giovani privi di origine e titoli nobiliari, anche se l’istituzione continuò  a mantenere standard elitari fino ai primi anni del Novecento. L’edificio, che oggi ospita tutti gli ordini di scuola, si presenta ancora nel suo impianto architettonico originario, così come venne concepito dagli architetti costruttori. Al primo, discepolo del famoso Vanvitelli, si attribuisce il monumentale cortile circolare, caratterizzato dal pavimento in bianco e nero, e sovrastato dalla torre barocca con orologio; al secondo i prospetti frontale e laterali del palazzo.  Di grande pregio è anche l’aula magna, interamente affrescata, set di numerosi eventi cinematografici, raffigurante le antiche glorie siciliane della filosofia, della letteratura e della scienza,  in cui nel 1837 furono processati e condannati gli insorti contro la dominazione borbonica.

E infatti il principe aveva più d’una volta espresso l’intenzione di mandar via di casa il figliuolo, di metterlo o al collegio Cutelli fondato per educare la nobiltà “all’uso di Spagna”, oppure al noviziato dei Benedettini, dove i giovani che non volevano pronunziare i voti ricevevano un’educazione non meno nobile.

Da “I Vicerè” di Federico De Roberto