Città Vizzini Palazzo TRAO-VENTIMIGLIA “Museo dell’Immaginario Verghiano”

Palazzo TRAO-VENTIMIGLIA “Museo dell’Immaginario Verghiano”

Via S. Gregorio Magno, 48, 95049 Vizzini CT, Italia

Palazzo TRAO-VENTIMIGLIA “Museo dell’Immaginario Verghiano”

Nella finzione letteraria verghiana è il palazzo di donna Bianca Trao, poi moglie di mastro don Gesualdo.

Dimora della storica famiglia Ventimiglia, è di particolare pregio architettonico. Sul prospetto principale si mettono in evidenza il portale d’ingresso lavorato in pietra locale e le inferriate dei balconi in stile barocco. Nella finzione letteraria verghiana è il palazzo di donna Bianca Trao, poi moglie di mastro don Gesualdo.

Al suo interno viene ospitata la “Casa della Memoria e delle Arti”, una struttura polimuseale dedicata a Vizzini, alle sue genti e ai suoi figli illustri a partire dal Verga. Nell’edificio si trovano il Museo etnoantropologico ed il Museo dell’Immaginario Verghiano. In quest’ultimo si possono ammirare le foto realizzate dalla scrittore assieme alla sua complessa strumentazione fotografica. Oltre a “Verga fotografo” il museo contiene le seguenti sezioni:

  • Vizzini set della cinematografia verghiana, una raccolta di foto relative ai film girati a Vizzini e che si sono ispirati alle opere verghiane.
  • Vizzini scena del teatro verghiano, una raccolta di foto relative alle  rappresentazioni del “Teatro di reviviscenza” del regista vizzinese Alfredo Mazzone svoltesi negli anni Settanta/Ottanta a Vizzini, nei luoghi descritti dalle novelle verghiane e che coinvolse attori del calibro di Arnoldo Foà, Regina Bianchi, Turi Ferro, Orso Maria Guerrini, Giulio Brogi, Sergio Tofano, Silvano Tranquilli ed altri.
  • Memorie di “Cavalleria rusticana”, un ambiente dedicato alla fortunata opera di Mascagni con cataloghi, articoli, locandine, foto e costumi originali donati al museo dal Teatro dell’Opera di Roma dove, per la prima volta, fu rappresentata la novella.
  • Il Museo Etnoantropologico, allocato al pian terreno del palazzo, è una struttura museale nella quale sono esposti oggetti relativi alle principali attività lavorative che si svolgevano a Vizzini sino alla metà del Novecento, in particolare quelli dei conciapelle, del molinaro, del calzolaio, del calderaio, del pastore e del contadino.

Il museo è arricchito anche da una mostra permanente delle fotografie di Vincenzo Ignazio Lentini, che sono uno straordinario affresco del mondo contadino dei primi decenni del Novecento, rivelatore di aspetti essenziali per la ricostruzione della vicenda storico-antropologica delle genti degli alti Iblei.

Dal palazzo dei Trao, al di sopra del cornicione sdentato, si vedevano salire, infatti, nell’alba che cominciava a schiarire, globi di fumo denso, a ondate, sparsi di faville. (…) Una vera bicocca quella casa dai muri rotti, scalcinati, corrosi, con delle fenditure che scendevano dal cornicione fino a terra; le finestre sgangherate e senza vetri; lo stemma logoro, scantonato, appeso ad un uncino arrugginito, al di sopra della porta.

da Mastro don Gesualdo di Giovanni Verga