Basilica di San Giovanni Battista

Basilica di San Giovanni Battista

Via Garibaldi, 159, 95049 Vizzini CT, Italia

Vizzini > Basilica di San Giovanni Battista

Molto pregiati sono l’organo barocco-rococò di Orioles (uno dei più grandi della Sicilia orientale) e una grande pala raffigurante la Deposizione della Croce, copia del celebre Paladino.

La chiesa conobbe diverse fasi costruttive: le fonti storiche danno per esistente un luogo di culto dedicato a San Giovanni già nel XIII secolo, ma da un documento del 1528 sappiamo che fu ingrandita e riccamente decorata. Dopo i danni del terremoto del 1693, i lavori di ricostruzione iniziarono subito volendo, i giurati della città e la cittadinanza, edificarla più grande della chiesa madre.

L’interno, a croce latina, venne realizzato su progetto del vizzinese Giovan Battista Giarrusso e nel 1712 erano completate la navata centrale e le due laterali, mentre i lavori della facciata, iniziati dal catanese Francesco Viola, furono terminati dai mastri Giarrusso e Giovanni Rinaldo nel 1743. Il tutto venne impreziosito dagli stucchi di Antonino Bonajuto di Siracusa e dagli altari laterali in stile rococò.

Molto pregiati sono l’organo barocco-rococò di Orioles (uno dei più grandi della Sicilia orientale) e una grande pala raffigurante la Deposizione della Croce, copia del celebre Paladino, andato distrutto per un crollo. La chiesa custodisce inoltre le statue di cartapesta di S. Giovanni (1530) della Scuola dell’Archifel (forse del discepolo Francesco Milana), di S. Giuseppe col Bambino del siracusano Sebastiano Alessi del 1730 e l’espressivo gruppo statuario dell’Addolorata del 1720, sempre in cartapesta, dello scultore Guarino, ancora oggetto di grande devozione popolare, portato in solenne processione il Venerdì Santo.

 

Di tanto in tanto, allorché la strada correva sulla sommità delle colline, si udiva sin lassù la campana di San Giovanni, che anche nel bujo e nel silenzio della campagna arrivava la festa, e per tutto lo stradone, lontan lontano,  sin dove c’era gente a piedi o a cavallo che andava a Vizzini, si udiva gridare:  – Viva San Giovanni! – E i razzi salivano diritti e lucenti dietro i monti della Canziria, come le stelle che piovono in agosto.

 da “Jeli il pastore” di Giovanni Verga

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