Città Catania Biblioteche Riunite Civica e Antonio Ursino Recupero

Biblioteche Riunite Civica e Antonio Ursino Recupero

Opera dell’architetto Giovan Battista Vaccarini, è una delle istituzioni culturali cittadine più ricche e significative.

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Un’ala del monastero dei Benedettini è occupata dagli ambienti delle Biblioteche Riunite “Civica e Antonio Ursino Recupero”, una delle istituzioni culturali cittadine più ricche e significative, nata nel 1931 dalla fusione della biblioteca Civica di Catania con la biblioteca del barone Antonio Ursino Recupero e diventata di proprietà comunale.

È opera dell’architetto Giovan Battista Vaccarini.

Uno dei locali più importanti è la splendida sala “Vaccarini”, con la collezione libraria dei monaci nella sistemazione originaria. La sala prende luce da grandi finestroni ovali ed alle pareti espone bellissime scaffalature di legno a due piani; la volta è affrescata con allegorie della Fede e della Virtù, mentre il pavimento è in maiolica napoletana del Settecento. All’interno della biblioteca sono custoditi alcuni inestimabili tesori: una bibbia miniata del XIII-XIV secolo composta da 440 pagine attribuita a Pietro Cavallini; un Officium Beatae Mariae Virginis, codice della metà del XV secolo vergato su finissima pergamena con inchiostro bruno e rosso; un erbario che contiene 1200 piante essiccate e ordinate da Liberato Sabbato nella prima metà del ’700.

Questo luogo di cultura fu molto frequentato da Federico De Roberto tanto che nel 1893 ricevette il titolo di “bibliotecario onorario”. Al suo interno compose molte pagine del suo romanzo “I Viceré” da uno scrittoio a schiena d’asino ancora custodito nella sala “Guttadauro”.