Città Mineo Chiesa di Santa Agrippina

Chiesa di Santa Agrippina

Via Umberto, 118, 95044 Mineo CT, Italia

Chiesa di Santa Agrippina

Da Insigne Collegiata, nel 1582 venne elevata a Matrice delle chiese di Mineo con bolla pontificia del Papa Gregorio XIII.

Il nucleo originario, allora sacro oratorio privato, risale al 263 d.C., mentre la basilica fu eretta per volontà della matrona menenina Santa Eupresia nel 312. Da Insigne Collegiata, nel 1582 venne elevata a Matrice delle chiese di Mineo con bolla pontificia del Papa Gregorio XIII. Diverse volte danneggiata lungo il corso dei secoli, sia a causa di eventi naturali che per mano dell’uomo, è stata sempre ricostruita. Particolarmente grave per i suoi effetti fu il sisma del 1693 che risparmiò soltanto il primo ordine architettonico della facciata e la parte absidale. Nell’attuale chiesa di chiaro impianto settecentesco, con pianta a croce greca e a tre navate separate tra loro da sedici colonne, di cui otto abbinate, e da quattro pilastri che sostengono la cupola al centro, sono tuttora visibili alcune strutture appartenenti all’antico tempio quattrocentesco. L’esterno della chiesa presenta una facciata di pregevole fattura: nel primo ordine a scomparto unico tutto rivestito con pietra intagliata e levigata, si nota un portale classico formato da quattro grosse colonne scanalate fino a metà con alti plinti alle basi e capitelli dorici in alto che sostengono la massiccia architrave e il timpano a triangolo aperto sporgenti; sopra l’architrave domina una finestra dalle severe linee architettoniche che si slancia in alto fino alla trabeazione. Il secondo ordine, all’epoca della ricostruzione, rimase incompleto, come si può chiaramente evincere dalle paraste laterali e dagli stipiti della finestra a loggetta rimaste mozze e dalla muratura a secco priva di copertura in pietra intagliata e levigata e monca della relativa trabeazione di chiusura. All’interno si possono apprezzare i magnifici stucchi attribuibili al Serpotta o quanto meno alla sua scuola, e gli affreschi di Sebastiano Monaco raffiguranti scene della vita di Santa Agrippina e le virtù cardinali. Parecchie le opere d’arte conservate: il coro presbiterale ligneo, il settecentesco presepe della Natività, la custodia del SS. Sacramento, il sarcofago marmoreo di Angela De Guerriero, il portale della cappella di S. Agrippina, la statua in legno della santa del 1518 (opera di V. Archifel) e il fercolo di S. Agrippina in argento balzato del ‘700. Particolarmente interessante la cripta sottostante nella quale si possono intuire le diverse stratificazioni della costruzione e ammirare un affresco bizantineggiante, anche se molto danneggiato.

Due palchi venivano rizzati in quell’occasione: uno sulla spianata della chiesa di Santa Agrippina (…), l’altro in chiesa, ove la sera, prima delle funzioni religiose, si faceva la rappresentazione finale. E in chiesa la maggiore attrattiva dello spettacolo consisteva nell’estasi del Bambino Gesù.

Da “Ricordi d’Infanzia” di Luigi Capuana