Città Mineo Casa Museo “Luigi Capuana”

Casa Museo “Luigi Capuana”

Casa Museo Luigi Capuana, Via Romano, Mineo, CT, Italia

Casa Museo “Luigi Capuana”

Nel Palazzo sono presenti tracce del periodo giovanile dello scrittore, specie al secondo piano, dove due stanze, testimoniano la personalità vivace e creativa dello scrittore.

Imponente palazzo nobiliare ottocentesco con uno sviluppo planimetrico adattato alla forma trapezoidale dell’isolato, con prospetto a due e struttura pentacellulare, in cui risaltano i balconi sormontati da timpani semicircolari e a triangolo. Degli ambienti interni si segnalano: nel piano terra, una volta adibito a stalle e magazzini per i prodotti agricoli provenienti dai fondi di proprietà della famiglia Capuana, si conservano gli originali vani segnati da possenti archi ed alcuni elementi tipici della vita contadina di un tempo. Monumentale è l’ingresso e la scala in marmo di Carrara. Nel primo e nel secondo piano, in precedenza abitazione, sono stati allocati rispettivamente la Biblioteca Comunale e il Museo Capuaniano, con l’annesso Fondo librario ex PP. Cappuccini. Nel Palazzo sono presenti tracce del periodo giovanile dello scrittore, specie al secondo piano, dove due stanze, l’alcova e lo studiolo, testimoniano la personalità vivace e creativa dello scrittore. La prima è caratterizzata da pitture murali a tempera, a trompe l’oeil, raffiguranti drappeggi di un baldacchino e la seconda tappezzata da ritagli di giornali, riviste, stampe e fotografie risalenti al periodo della giovinezza dello scrittore e che danno un’idea di quanto il contatto con i fatti quotidiani sia stato al centro dei suoi interessi culturali e artistici. Il Museo custodisce manoscritti, opere a stampa, mobili, cimeli, quadri, lo scrittoio, la biblioteca personale e documenti vari appartenuti allo scrittore.

Allora la nostra casa era molto diversa dalla palazzina che ora torreggia, quasi isolata, fra le casette attorno in un angolo di Mineo. (…) Le mura affumicate non avevano ricevuto neppure una mano di calce; le vecchie finestre sgangherate erano rimaste al loro posto; usci provvisori, murati li al primo momento, chiudevano male, e nessuno vi badava. Di quelle mura e di ogni cosa non doveva rimanere in piedi né un sasso né una tavola; le riparazioni sarebbero state sciupate: così la pensavano i miei parenti.

Da “Ricordi d’Infanzia” di Luigi Capuana