Bosco Santo Pietro Molara

Bosco Santo Pietro Molara

SP233, 95041 Caltagirone, Sicilia Italia

SP233, 95041 Caltagirone, Sicilia Italia

Caltagirone > Bosco Santo Pietro Molara

Il Bosco di Santo Pietro, rientra principalmente nel territorio di Catagirone, ed in parte nel territorio di Mazzarrone, ad una quota media di 280 m s.l.m. L’area rientra nel paesaggio tipico del Tavolato di Grammichele e Niscemi, ed è delimitato dalla Piana del Fiume Acate. Il Bosco di Santo Pietro rientra in una ZSC (Zona […]

Il Bosco di Santo Pietro, rientra principalmente nel territorio di Catagirone, ed in parte nel territorio di Mazzarrone, ad una quota media di 280 m s.l.m. L’area rientra nel paesaggio tipico del Tavolato di Grammichele e Niscemi, ed è delimitato dalla Piana del Fiume Acate. Il Bosco di Santo Pietro rientra in una ZSC (Zona Speciale di Conservazione): “ITA070005 Bosco di Santo Pietro” . Una ZSC ai sensi della Direttiva Habitat della Commissione Europea è un sito di importanza comunitaria (SIC) in cui sono state applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e delle popolazioni delle specie per cui il sito è stato designato dalla Commissione Europea. Nel caso specifico l’importanza della ZSC del Bosco di Santo Pietro risiede principalmente per la presenza di sugherete, molto diffuse in passato, oggi fortemente ridotte, ma anche per formazioni secondarie quali garighe e praterie in cui si concentrano specie di grande interesse fitogeografico. La sua eterogeneità ambientale si esprime anche attraverso una ricca fauna che trova qui rifugio, malgrado le profonde trasformazioni che hanno impoverito tutta l’area.
Geologia. L’area rientra nell’Unità dell’Avampaese Ibleo e nel caso specifico è interessata da Sabbie e argille marine passanti a depositi lagunari e continentali. Pleistocene. Altre formazioni sono costituiti da Depositi clastici dell’Avanfossa Gela-Catania e dell’Avampaese Ibleo. Pleistocene Inferiore. L’Avanfosse sono bacini legati alla subduzione, e si formano in seguito alla flessurazione della litosfera subducente e possono contenere grossi volumi di sedimento.
Dalla matrice geologica così variegata discendono suoli con profili più o meno strutturati. I principali suoli dell’area sono Suoli bruni lisciviati, Suoli Alluvionali da argilloso-Limosi ad argillosi. Altri tipi di suoli sono rappresentati da suoli poco strutturati come i Regosuoli da rocce sabbiose e conglomeratiche e Regosuoli da rocce argillose.
Le principali formazioni forestali. il paesaggio forestale del Bosco di Santo Pietro è molto eterogeneo e ciò è dovuto non solo alla variabilità delle formazioni naturali, ma anche ai rimboschimenti operati dal DSRT (Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale Regione Siciliana) già ex Azienda Regionale Foreste Demaniali che nel tempo hanno cercato di ricostruire un territorio fortemente modificato dall’uomo. Tra le formazioni forestali naturali si annoverano lembi di Sughereta termomediterranea costiera e Leccete termomediterranee tipiche delle cave. Altre formazioni forestali presenti in special modo lungo le cave sono costituite da pioppeti e saliceti, ma anche da tamerici. Inoltre vi sono stati di degradazione dei boschi naturali verso formazioni a macchia mediterranea arborata con sughera e leccio. Altre formazioni sono rappresentate da querceti temofili di roverella. Tra i rimboschimenti, che occupano una buona superficie, sono presenti impianti di conifere mediterranee, con pino d’Aleppo, cipressi ed eucalitti.

 

Curiosità forestali: Sughera (Quercus suber L.) La distribuzione nel bacino del Mediterraneo Occidentale e la sua collocazione nella fascia termomediterranea fanno della sughera una delle querce più esigenti in termini di calore e umidità. È una specie più eliofila rispetto alle altre querce, quindi più esigente nei confronti della luce, pertanto cresce bene in formazioni aperte, creando condizioni favorevoli ad altre specie arbustive quali Cistus, Erica, Heliantheum. La sughera ha avuto una grande capacità di adattamento agli incendi, frequenti in ambiente mediterraneo. La sua particolarità che la rende unica è la sua capacità di produrre sughero. In realtà altre specie producono sughero e sono l’olmo camprestre (Ulmus campestris var. suberosa (Moench) Wahlenb) e l’acero campestre (Acer campestre L.) ma questi a differenza della sughera non possono essere sfruttate per la produzione di sughero in quanto non hanno la capacità di riformare il nuovo fellogeno (tessuto responsabile della formazione del sughero). Il sughero ha diverse proprietà, è molto resistente ai processi di degradazione, quindi inalterabile, indeformabile e non di decompone. Queste proprietà permettono un utilizzo in diversi impieghi, dai più classici come tappo di bottiglia ad altri impieghi come guarnizioni in generale, rivestimenti edili per isolamento bioclimatico ed acustico. Un impiego particolare è quello per la produzione di accessori e tessuti di alta moda.

 

La fauna dell’area e ricca in quanto sono diversi gli ambienti del Bosco di Santo Pietro. Tuttavia la fauna qui segnalata si riferisce principalmente alle formazioni boschive naturali e di macchia Tra i mammiferi si segnalano la volpe (Vulpes vulpes),la donnola (Mustela nivalis) , il Riccio (Erinaceus europaeus), l’istrice (Hystrix cristata) e il gatto selvatico (Felix silvestris).

 

Tra gli uccelli: l’occhione (Burhinus oedicnemus), l’upupa (Upupa epops), il colombaccio (Columba palumbus), la ghiandaia (Garrulus glandarius), il picchio rosso maggiore (Picoides maior), il rampichino (Certhia brachydactyla). fra i rapaci la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus), il grillaio (Falco naumanni). Tra i rapaci notturni, l’Allocco (Strix aluco), l’assiolo (Otus scops), l’allocco (Strix aluco).

 

Tra i rettili sono presenti: la vipera (Vipera aspis), il biacco (Hierophis Carbonarius), la biscia dal collare (Natrix natrix), il saettone (Zamenis longissimus) colubro liscio (Coronella austriaca) e colubro leopardino (Zamenis situla). Altro rettile sempre più raro è la testuggine comune (Testudo hermanni), la lucertola siciliana (Podarcis waglerianus), il ramarro (Lacerta bilineata)e il gongilo (Chalcides ocellatus).
L’eterogeneità degli ambienti che vede l’alternarsi di superfici boscate ad aree coltivate ha permesso l’insediamento di una ricca presenza di fauna invertebrata.

 

Tra gli insetti, degni di nota sono i grilli: Gryllus bimaculatus e Gryllomorfha dalmatina. Tra le cimici dannose per la sughera si segnala la Phytocoris sanctipetri. Tra le cicale il Cercopis arcuata e la sputacchina (Philaenus spumarius). Tra le farfalle il macaone (Papilio machaon), il podalirio (Iphiclides podalirius) e la Zerynthia polyxena, il silvano azzurro (Limenitis reducta). Tra i coleotteri degne di nota sono il buprestide Capnodi cariosa e il Melanophila cuspidata: il primo si nutre principalmente di gemme di diverse piante presenti nell’area quali il lentisco, salici e pioppi, mentre il secondo ha come caratteristica quella di deporre le uova su piante bruciate o semi carbonizzate. Presente nell’area anche il Sepidium siculum coleottero endemico siciliano.

 

Tra i funghi tipici di queste aree si segnalano: il porcino nero (Boletus aereus), il fungo dell’inchiostro (Coprinus comatus), Ottimo quando tutto il carpoforo è ancora bianco, ovvero quando il fungo è giovane, immaturo e freschissimo, lo steccherino (Hydnum repandum) e l’ottimo fungo di ferla (Pleurotus eryngii).

 

Indirizzo

SP233, 95041 Caltagirone, Sicilia Italia

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