Case del Vescovo

Case del Vescovo

Sentiero Casa del Vescovo - M. Serra Pizzuta - Sentiero n° 763, 95019 Zafferana Etnea, Sicilia Italia

Sentiero Casa del Vescovo - M. Serra Pizzuta - Sentiero n° 763, 95019 Zafferana Etnea, Sicilia Italia

Zafferana Etnea > Case del Vescovo

Il Bivacco Case del Vescovo, rientra nel territorio montano del comune di Zafferana Etnea, nel versante sud orientale dell’Etna, d in zona B del Parco. La geologia della zona è rappresentata dalla Formazione Torre del Filosofo, caratterizzata da colate laviche e depositi piroclastici a scorie e lapilli, emesse dalle bocche sommitali e/o da apparati avventizi. […]

Il Bivacco Case del Vescovo, rientra nel territorio montano del comune di Zafferana Etnea, nel versante sud orientale dell’Etna, d in zona B del Parco. La geologia della zona è rappresentata dalla Formazione Torre del Filosofo, caratterizzata da colate laviche e depositi piroclastici a scorie e lapilli, emesse dalle bocche sommitali e/o da apparati avventizi. L’età dei prodotti varia da 15.000 anni fino al presente. A livello stratigrafico esse rappresentano lo strato più recente superficiale, sovrapposto alle lave più antiche, che sull’Etna sono rappresentate dai livelli Tholeiitici Basali. Le lave intorno al Bivacco Case del Vescovo rientrano nell’intervallo temporale compreso tra 15.000-3.900 anni. Le colate più importanti che circondano l’area sono quelle del 1766 e quella del 1634-38. Dalla matrice geologica vulcanica discendono suoli di origine vulcanica, con profili strutturati in forme più o meno evolute, rappresentati da: Litosuoli, Regosuoli e Andosuoli vulcanici. La quota media è intorno a 1680 s.l.m. Il principale cono piroclastico dell’area è rappresentato dal Monte Serra Pizzuta Galvarina, 1704 m s.l.m. A nord di detto monte vi è il bivacco. Altri coni piroclastici, ad ovest rispetto al bivacco, sono i Monti Silvestri Superiore e inferiore rispettivamente di 2000 e 1911 m s.l.m. La manutenzione del bivacco è a cura delle maestranze del DSRT(Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale – Regione Siciliana), con l’obbiettivo preciso di migliorare la fruizione e la valorizzazione dell’area, molto frequentata da escursionisti.
Tra i sentieri più frequentati dell’area vi sono quelli dei Crateri Silvestri e quello della Schiena dell’asino, che raggiunge l’orlo craterico della Valle del Bove. Sempre nelle vicinanze si trova Rifugio Sapienza, snodo importante per l’accesso ai Crateri sommitali.

L’area di Case del Vescovo rientra nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC)”ITA070015 Canalone del Tripodo”. Una ZSC ai sensi della Direttiva Habitat della Commissione Europea è un sito di importanza comunitaria (SIC) in cui sono state applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e delle popolazioni delle specie per cui il sito è stato designato dalla Commissione Europea. Nel caso specifico la ZSC del Canalone del Tripodo è stata giudicata di notevole interesse naturalistico e paesaggistico per la presenza di aspetti vegetazionali ben conservati e molto vari, ricchi di endemismi. L’area infatti è caratterizzata da colate laviche e sciare abbastanza antiche, colonizzate in basso da aspetti glareicoli molto peculiari a carattere termofilo, mentre nelle quote più elevate esse vengono sostituite da formazioni pulvinari orofile ad alta concentrazione di specie endemiche.

La principale formazione forestale dell’area di Case del Vescovo è rappresentata da rimboschimenti di pino laricio (Pinus nigra J.F.Arnold subsp. Laricio Palib. ex Mair), frutto di rimboschimenti realizzati intorno agli anni ‘70 ad opera dell’ex Azienda foreste Demaniali. Tuttavia sono presenti nell’area anche lembi naturali di Pineta superiore di pino laricio: è la tipica pineta della fascia montana superiore, contornata da arbusti quali il ginepro emisferico (Juniperus hemisphaerica), il berbero dell’Etna (Berberis aetnensis)e specie endemiche quali l’astragalo dell’Etna (Astracantha sicula) e la saponaria dell’Etna, (Saponaria sicula) ecc.

 

Il pino laricio appartiene alla grande famiglia dei pini neri. Il pino nero (Pinus nigra Arnold) è una specie collettiva che comprende numerose entità biologiche a cui negli anni è stato attribuito diverso valore tassonomico ( specie, sottospecie, varietà, ecc…). Le diverse sottospecie sono difficilmente riconoscibili perché hanno diversi caratteri in comune. Le principali specie distribuite nel territorio italiano sono: il Pino nero d’Austria, distribuito principalmente nelle Alpi del Veneto e del Friuli; Il pino laricio, in Calabria, Sicilia e Corsica. Un piccolo nucleo si trova pure in Toscana, ma si pensa che sia un rimboschimento effettuato nel periodo medievale; Infine il pino di Villetta Barrea, in Abruzzo che può considerarsi come il pino che riassume in esso i caratteri del pino nero d’Austria e quelle del pino laricio. Quindi per quest’ultimo potremmo dire che in questa area le due forme estreme di pino si sono incontrate per crearne una che somigliasse ad entrambe, assumendo i caratteri dell’una e dell’altra specie.

 

Tra i mammiferi si segnalano la volpe (Vulpes vulpes).

 

Tra gli uccelli si segnalano: il crociere (Loxia curvirostra), il merlo (Turdus merula), la cincia mora (Periparus ater), la cinciarella (Cyanistes caeruleus), il pettirosso (Erithacus rubecula), la balia dal collare (Ficedula albicollis), il luì piccolo (Phylloscopus collybita), il picchio maggiore (Dendrocopos major), l’allocco (Strix aluco), il gufo comune (Asio otus), la poiana (Buteo buteo).

 

Tra i rettili sono presenti: la lucertola campestre (Podarcis siculus), il ramarro (Lacerta bilineata), il colubro liscio (Coronella austriaca), la vipera (Vipera Aspis).

 

Tra gli insetti, degna di nota è la processionaria del pino, (Thaumetopoea pityocampa ), che in quest’area si è manifestata con attacchi massicci, così chiamata perché le larve prima dell’impupamento nel terreno scendono dagli alberi, formando una lunga fila, che ricorda quella delle processioni. Negli ultimi anni la processionaria si è maggiormente diffusa tra le pinete dell’Etna. Le larve di questo lepidottero oltre a causare massicce defogliazioni agli aghi di pino, possono costituire un problema serio per gli uomini, in quanto sono muniti di peli sericei urticanti.

 

Tra i funghi tipici di queste aree si segnala il Lactarius deliciosus, poco conosciuto per i non esperti, ma molto apprezzato per la qualità della sua carne.

Indirizzo

Sentiero Casa del Vescovo - M. Serra Pizzuta - Sentiero n° 763, 95019 Zafferana Etnea, Sicilia Italia

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