Case Zampini

Case Zampini

37.73140269118314, 14.905190745544106

Sentiero Monti Nespole, 95031 Adrano, Sicilia Italia

Adrano > Case Zampini

Case Zampini Il rifugio di Case Zampini, rientra nel territorio montano del Comune di Adrano, versante sud-ovest dell’Etna, in zona A del Parco. Il rifugio, posto ad una quota di 1347 m s.l.m., fino a pochi anni fa era destinato ad uso esclusivo del personale del DSRT (Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale – Regione […]

Case Zampini

Il rifugio di Case Zampini, rientra nel territorio montano del Comune di Adrano, versante sud-ovest dell’Etna, in zona A del Parco. Il rifugio, posto ad una quota di 1347 m s.l.m., fino a pochi anni fa era destinato ad uso esclusivo del personale del DSRT (Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale – Regione Siciliana), ma da qualche anno e possibile dietro prenotazione poterlo fruire. La geomorfologia dell’area è in leggera pendenza e l’area del rifugio è racchiusa da una corona di Cunetti piroclastici: a nord i M.ti Tre Frati (1384 m s.l.m.), ad est i Monti Nespole (1633 e 1725 m s.l.m.), Monte Testa(1599 m s.l.m.) e Monte Forno (1675 m s.l.m.), a sud-est Monte Gallo (1568 m s.l.m.)e Monte Intraleo (1560 m s.l.m.), a sud Monte Gallobianco (1382 m s.l.m.), ad ovest Monte Sellato (1299 m s.l.m.) e Monte Peloso (1269 m s.l.m.). La principale colata lavica a sud del rifugio è la colata del Gallobianco del 1595. Manufatti tipici dell’area sono rappresentati dai “Pagghiari”, antichi rifugi di pastori e montanari, di ottima fattura, curati e riprodotti dalle maestranze del DSRT.

La geologia della zona è rappresentata da colate laviche e depositi piroclastici a scorie e lapilli, emesse dalle bocche sommitali e/o da apparati avventizi. A livello stratigrafico esse rappresentano lo strato più recente superficiale, sovrapposto alle lave più antiche, che sull’Etna sono rappresentate dai livelli Tholeiitici Basali. L’area di Case Zampini rientra nella Formazione della Torre del Filosofo, ed è rappresentata da colate laviche e depositi piroclastici emesse da bocche sommitali e/o apparati avventizi. La maggioranza dei prodotti affioranti è stata eruttata in un periodo compreso fra 15000 e 122 a.C.
Dalla matrice geologica vulcanica discendono suoli di origine vulcanica, con profili strutturati in forme più o meno evolute, rappresentati da: Litosuoli, Regosuoli e Andosuoli vulcanici.

 

La principale formazione forestale dell’area di Case Zampini è costituita da boschi di leccio (Quercus ilex L.) e di pino laricio (Pinus nigra Arnold). A livello forestale quest’area è improntante in quanto la lecceta qui è ai suoi margini territoriali altitudinali superiori, mentre il pino laricio ai suoi margini altitudinali inferiori. Interessante il sentiero che da Case Zampini giunge fino al Monte Gallobianco, in quanto attraversa le lave del 1595 caratterizzate da una vegetazione tipica etnea, legata agli stadi di successione che colonizzano le lave.

Curiosità forestali: Il bosco ceduo di leccio .
Il bosco ceduo, è una forma di governo del bosco che ha come caratteristica quella di far perpetuare il bosco attraverso una rinnovazione agamica e non per seme. Molte specie, latifoglie in particolare, hanno la capacità di emettere polloni dalla ceppaia appena tagliata. Questa forma di governo è antica; Il termine stesso ceduo deriva dal latino caeduus, der. di caedere “tagliare”. Il governo ceduo interessa quei boschi che vengono tagliati periodicamente in tempi relativamente brevi, allo scopo di soddisfare esigenze primarie quali legna da ardere, ma a seconda della specie da questa forma di governo si possono ritrarre assortimenti quali paleria varia. Questa forma di governo del bosco rimane tuttora la più diffusa nel nostro paese, anche se con l’avvento del petrolio e diminuita la richiesta di legna da ardere e di conseguenza alcune pratiche legate ad essa, quali le carbonaie un tempo molto diffuse, dalle quali dai boschi di leccio si preparava un prodotto di pregio il cosiddetto “carbone cannello”, ottenuto da una lenta carbonizzazione che lasciava i rami quasi intatti, ma perfettamente carbonizzati. Ormai queste carbonaie sono sempre più rare. Il bosco dell’area di Case Zampini è stato utilizzato fin dall’antichità. Durante il medioevo e fino al 1700 gli abitanti dell’allora contea di Adernò conservarono l’antichissimo uso civico di legna e pascolo nei boschi, solo per lo stretto necessario del proprio nucleo familiare. Nell’uso civico era compreso il diritto di ottenere gratuitamente un fascio di legna, una certa quantità di neve, una certa quantità di ghiande, e tutto questo calcolato in base a quanto se ne poteva portare sulle proprie spalle. Durante i mesi di novembre e dicembre i boschi rimanevano chiusi al pascolo dei maiali, affinché il conte vendesse le ghiande a proprio vantaggio. Oggi la lecceta rientra nel Parco dell’Etna e l’orientamento per questi boschi è di convertirli verso la fustaia (forma di governo che prevede la perpetuazione del bosco attraverso la riproduzione gamica, ossia da seme, e con una destinazione non produttiva ma multifunzionale), abbandonando definitivamente il governo a ceduo.

 

La fauna dell’area è ricca e alcune zone aperte sono ideali per l’osservazione della fauna silvana.  Tra i mammiferi si segnalano Il gatto selvatico (Felis silvestris), la lepre italica (Lepus corsicanus), il ghiro (Myoxus glis).

 

Tra gli uccelli si segnalano:la poiana (Buteo buteo), l’allocco (Strix aluco), il codibugnolo di Sicilia (Aegithalos caudatus siculus), nei campi lavici la coturnice di Sicilia (Alectoris graeca whitakeri), l’upupa (Upupa epops), cincia mora (Periparus ater), la cinciarella (Cyanistes caeruleus), il pettirosso (Erithacus rubecula).

 

Tra i rettili sono presenti: la lucertola campestre (Podarcis siculus), il ramarro (Lacerta bilineata), il colubro liscio (Coronella austriaca), la vipera (Vipera Aspis).

 

Tra gli insetti, degna di nota è il Cerambyx cerdo, un coleottero caratterizzato da lunghe antenne nodose che nel maschio superano la lunghezza del corpo stesso. Questa specie è considerata vulnerabile secondo la classificazione IUNC (International Union for the Conservation of Nature) ed è inclusa negli allegati II e IV della Direttiva Habitat 92/43/CEE. Il Cerambix, vive principalmente a spese di piante vecchie o malate scavando grosse gallerie nel fusto o nei rami principali e attraversa tutte le fasi della sua vita all’interno o in prossimità della stessa pianta. Da adulto vive solo qualche mese e passa il suo tempo, oltre che a nutrirsi, percorrendo il fusto in lungo e in largo alla ricerca della femmina nel tentativo di accoppiarsi.

 

Tra i funghi tipici di queste aree, che possono considerarsi le zone elettive dei boleti e leccini, si segnalano: (Boletus edulis)(Boletus impolitus), (Boletus aestivalis), (Boletus fragrans), (Leccinum corsicum), (Leccinellum lepidum), (Leccinum aurantiacum) nei boschetti di pioppo tremulo (in prossimità di Monte Sellato e Monte Gallobianco).

Indirizzo

Sentiero Monti Nespole, 95031 Adrano, Sicilia Italia

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