Caserma S. Giovanni Gualberto

Caserma S. Giovanni Gualberto

37.704130789660496, 14.961810648599503

Sentiero Rifugio San Giovanni Gualberto, 95030 Ragalna, Sicilia Italia

Ragalna > Caserma S. Giovanni Gualberto

Territorio  La caserma, ad uso esclusivo del DSRT (Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale)già ex Azienda Foreste Demaniali, è nota col nome di Rifugio di San Giovanni Gualberto, (protettore dei forestali), e rientra nel territorio montano del Comune di Ragalna, nel versante sud dell’Etna, in zona B del Parco. La quota media di ubicazione è […]

Territorio 

La caserma, ad uso esclusivo del DSRT (Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale)già ex Azienda Foreste Demaniali, è nota col nome di Rifugio di San Giovanni Gualberto, (protettore dei forestali), e rientra nel territorio montano del Comune di Ragalna, nel versante sud dell’Etna, in zona B del Parco. La quota media di ubicazione è di 1734 m s.l.m. A circa 300 metri in linea d’area, a Nord-Est rispetto al rifugio si trova Monte Denza 1812 m s.l.m., il più importante cono piroclastico dell’area. L’anno di costruzione del rifugio risale al 1957. La sua caratteristica principale, che lo differenzia rispetto agli altri rifugi etnei è data dalla sopraelevazione a due piani, di cui il piano terra utilizzato principalmente per eventi inerenti le attività del DSRT. Accanto al rifugio, recentemente restaurato dalle maestranze del DSRT, sono stati realizzati servizi igienici e barbecue, migliorando così la fruizione dell’area, molto frequentata in tutte le stagioni da escursionisti e famiglie. L’area del rifugio è incastonata nella Pineta di Serra La Nave.

La geologia dell’area è rappresentata da colate laviche e depositi piroclastici a scorie e lapilli, emesse dalle bocche sommitali e/o da apparati avventizi. A livello stratigrafico esse rappresentano lo strato più recente superficiale, sovrapposto alle lave più antiche, che sull’Etna sono rappresentate dai livelli Tholeiitici Basali. Le lave di Serra La Nave sono costituite da colate laviche e piroclastiti, con morfologie spesso fortemente degradate e difficilmente riconoscibili nelle singole unità di flusso. Dalla matrice geologica vulcanica discendono suoli di origine vulcanica, con profili strutturati in forme più o meno evolute, rappresentati da: Litosuoli, Regosuoli e Andosuoli vulcanici. Nelle vicinanze del rifugio oltre alla ricchezza di sentieri, sono presenti il Giardino Botanico “Nuova Gussonea”, il Vivaio Forestale del DSRT ad uso interno, grazie al quale, nel recente passato, è stato possibile attingere materiale vivaistico per i rimboschimenti dell’area etnea. Sempre nella zona è presente il Rifugio Carpinteri, rifugio non fruibile, ma ottimo punto per l’osservazione dell’ornitofauna.

L’area di Serra La Nave rientra nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC)”ITA070012 Pineta di Adrano e Biancavilla”. Una ZSC ai sensi della Direttiva Habitat della Commissione Europea è un sito di importanza comunitaria (SIC) in cui sono state applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e delle popolazioni delle specie per cui il sito è stato designato dalla Commissione Europea.

Formazioni forestali

La principale formazione forestale di Serra La Nave è rappresentata dal bosco di pino laricio (Pinus nigra J.F.Arnold subsp. Laricio Palib. ex Mair). La Pineta di Serra La Nave,si caratterizza in due tipologie forestali differenti: Pineta superiore e Pineta pioniera. La Pineta superiore di pino laricio ha un’estensione di circa 300 ha. É la tipica pineta della fascia montana superiore, la sua densità è elevata e la sua composizione specifica qui è quasi pura. Ciò è dovuto sia al ruolo ecologico della specie (specie pioniera), sia alla selvicoltura operata in passato, che ha cercato di favorirla a scapito di altre specie della fascia montana. La Pineta superiore si trova tra le colate laviche del 1610 e 1780. In queste lave la Pineta cambia fisionomia e si struttura nella tipologia forestale della Pineta pioniera di pino laricio. Quest’ultima, assume una struttura aperta con alberi isolati, che colonizzano lave più o meno recenti. Ai limiti superiori della vegetazione arborea la struttura della Pineta, diventa sempre più aperta e la fisionomia del sottobosco si caratterizza per la presenza di tappeti di specie erbacee e di bassi arbusti endemici quali: il ginepro emisferico (Juniperus hemisphaerica), il crespino dell’Etna (Berberis aetnensis), l’astragalo dell’Etna (Astracantha sicula), la saponaria dell’Etna, (Saponaria sicula) ecc.

Curiosità forestali

Il faggio di San Giovanni Gualberto. É a tutti noto che San Giovanni Gualberto è il patrono e protettore dei forestali, ma non tutti sanno la storia che lo lega al suo faggio. Infatti si narra che alla fine dell’inverno del 1036, in fuga da Firenze, per contrasti con il vescovo che lo accusava di simonia, è stato sorpreso da una tempesta e per tale motivo dimorò sotto un faggio trascorrendo così la notte. La mattina dopo, al suo risveglio si accorse con stupore che il faggio aveva proteso i rami e li aveva anzitempo rivestite di foglie per proteggerlo. Grazie a questo evento miracoloso Giovanni Gualberto si fermo in quei luoghi, fondando da li a breve la Congregazione dei Vallombrosani, comunità di monaci benedettini con una propria Regola, comunità che nel tempo diventerà l’Abbazia di Vallombrosa. Nel 1869 nasce, nei locali dell’Abazia, e precisamente nell’edificio conosciuto come il Paradisino, la prima Scuola forestale italiana, trasferita poi a Firenze, ma mantenendo nei locali del Paradisino una sede didattica per gli studenti di Scienze Forestali dell’Università di Firenze. Oggi nel luogo che ha visto radicare il faggio santo vi è un altro faggio di circa 150 anni, un “pronipote” rinato dalla stessa ceppaia del faggio di San Gualberto. Ebbene dovete sapere che è in uso fra gli studenti di portare dei foglietti ripiegati, nel luogo ove radica il faggio, in occasione di un esame universitario, chiedendo la grazia a San Giovanni per il superamento dello stesso. Agli scettici è doveroso far sapere che ancora oggi, il faggio “pronipote” emette le foglie in anticipo rispetto a gli altri faggi della foresta, ed in autunno anche uno degli ultimi a perderle.

Fauna

La fauna dell’area è ricca e alcuni punti della Pineta, quali chiarie e punti d’acqua, sono ideali per l’osservazione dell’ornitofauna silvana.

Mammiferi

Tra i mammiferi si segnalano la volpe (Vulpes vulpes), che nei pressi del rifugio di San Gualberto si avvicina in prossimità dell’area attrezzata. Tra gli uccelli si segnalano: il crociere (Loxia curvirostra), il merlo (Turdus merula), la cincia mora (Periparus ater), la cinciarella (Cyanistes caeruleus), il pettirosso (Erithacus rubecula), la balia dal collare (Ficedula albicollis), il luì piccolo (Phylloscopus collybita), il picchio maggiore (Dendrocopos major), l’allocco (Strix aluco), il gufo comune (Asio otus), la poiana (Buteo buteo).

Uccelli

Tra gli uccelli si segnalano: il crociere (Loxia curvirostra), il merlo (Turdus merula), la cincia mora (Periparus ater), la cinciarella (Cyanistes caeruleus), il pettirosso (Erithacus rubecula), la balia dal collare (Ficedula albicollis), il luì piccolo (Phylloscopus collybita), il picchio maggiore (Dendrocopos major), l’allocco (Strix aluco), il gufo comune (Asio otus), la poiana (Buteo buteo).

Rettili

Tra i rettili sono presenti: la lucertola campestre (Podarcis siculus), il ramarro (Lacerta bilineata), il colubro liscio (Coronella austriaca), la vipera (Vipera Aspis).

Insetti

Tra gli insetti, degna di nota è la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa ), così chiamata perché le larve prima dell’impupamento nel terreno scendono dagli alberi, formando una lunga fila, che ricorda quella delle processioni. Negli ultimi anni la processionaria si è maggiormente diffusa tra le pinete dell’Etna. Le larve di questo lepidottero oltre a causare massicce defogliazioni agli aghi di pino, possono costituire un problema serio per gli uomini, in quanto sono muniti di peli sericei urticanti.

Funghi

Tra i funghi tipici di queste aree si segnala il Lactarius deliciosus, poco conosciuto per i non esperti, ma molto apprezzato per la qualità della sua carne.

Indirizzo

Sentiero Rifugio San Giovanni Gualberto, 95030 Ragalna, Sicilia Italia

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