Città Castiglione di Sicilia Castello di Lauria

Castello di Lauria

Castello di Lauria, Via Edoardo Pantano, Castiglione di Sicilia, CT, Italia

Castello di Lauria

La parte più alta ospitava un locale ”Solecchia” che comunemente si ritiene fosse la zecca dove si coniavano le monete.

Indicazioni stradali

La struttura costituiva la parte centrale e la roccaforte del paese anche se non si hanno notizie sicure sulla sua origine. Dalla presenza di due finestre bifore della parte ovest si può ipotizzare che esso sia quanto rimane del nucleo centrale di una struttura più ampia, probabilmente edificata durante il periodo normanno-svevo. La sua importanza come struttura difensiva è anche testimoniata dalla genesi del nome “Castiglione”, dato al nucleo abitato circostante: nel XII secolo Castiglione, viene chiamato “Quastallum” da Edrisi, “Castillo” in un diploma di Ruggero II, “Castillio” in un diploma di Papa Eugenio III. L’attuale nome, invece, significa Castello grande: al latino medievale “castellum”, infatti è stato aggiunto il suffisso accrescitivo “ione”, facendolo diventare Castellione, che gli aragonesi prima e gli spagnoli poi pronunziavano “Casteglione”. Il termine venne anche interpretato come “Castello del Leone” per offrire al paese un marchio di regalità, dando luogo anche allo stemma: un castello e due leoni accovacciati.

Nel Medioevo il castello, tramite alcuni passaggi sotterranei, era in comunicazione con la roccaforte del Castelluccio e con un avamposto identificabile con la chiesa di San Pietro: si diceva che, addirittura, questi passaggi arrivavano fino alla Torre del Cannizzo. Comunque, costituivano un vero e proprio complesso architettonico e difensivo, ed un vecchio stemma cinquecentesco della città, con tre torri, mette in evidenza la loro importanza.

I vari quartieri del castello assumevano funzioni diverse: la parte più nobile era riservata al castellano e comprendeva le scuderie, i fienili, le stalle, le abitazioni per i servi e per gli addetti alla manutenzione. Vi erano, poi, le carceri, all’interno delle quali, nelle scomode celle dette “dammusi”, lunghe non più di due metri ed alte appena un metro, spesso, venivano rinchiusi i più facinorosi avversari politici ed i più incalliti delinquenti. Importanti erano, poi, le cisterne per conservare l’acqua piovana o per nascondervi, durante gli assedi, vettovaglie e suppellettili preziosi.

La parte più alta ospitava un ampio locale, detta” Solecchia”, che comunemente si ritiene fosse la zecca dove si coniavano le monete, ma poteva essere il luogo dove il feudatario si riparava dal sole.

Indirizzo

Via Edoardo Pantano

Orari

Orario Estivo
dal 1 Maggio al 30 Ottobre
tutti i giorni ore 10.00 - 13.00/15.30 - 18.30

In altri periodi apertura su richiesta
presso l'Enoteca Regionale
o Ufficio Turistico Comunale

Ufficio Turistico Comunale 0942 980348