Castello Ursino

Castello Ursino

Piazza Federico di Svevia, 24, 95121 Catania CT, Italia

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Dal 1934 il Castello Ursino ospita le raccolte civiche, comprese sezioni archeologiche e la pinacoteca.

Il Castello Ursino fu costruito tra il 1239 e il 1250 nell’ambito della campagna di fortificazione condotta da Federico II di Svevia nella Sicilia orientale. L’imperatore affidò l’incarico di dirigere i lavori a Riccardo da Lentini, il quale scelse una posizione strategica: un promontorio sul mare perfettamente adeguato alla funzione di fortezza cui l’edificio era destinato. Lo stesso nome del castello si riferisce probabilmente alla sua posizione originaria: “Ursino” deriverebbe da castrum sinus, cioè “castello del golfo”.

La pianta del Castello è quadrata e si sviluppa intorno al cortile interno, anch’esso quadrato. I quattro lati sono costituiti da altrettanti grandi ambienti, raccordati tra loro dalle sale di raccordo con volte a crociera, che danno accesso alle quattro torri cilindriche angolari.

Nelle intenzioni di Federico, il castello doveva unire alla funzione militare una valenza simbolica: l’emblema del ridimensionamento del potere vescovile ad opera dell’autorità imperiale, reso visibile dalla contrapposizione fisica dell’austera mole del Castello Ursino alla Cattedrale. L’impianto costruttivo iniziale, visibile nella struttura esterna, appare spoglio e rigoroso con le alte pareti interrotte solo da feritoie. La facciata meglio conservata è quella settentrionale su cui si apre l’ingresso ad arco a sesto acuto e sulla quale sono visibili i simboli ebraici e cristiani lasciati dalle maestranze nel corso dei lavori di edificazione. L’unico elemento decorativo è costituito da una nicchia al cui interno è raffigurata un’aquila, simbolo dell’autorità imperiale, che artiglia un agnello.

Alla fine del 1200 il Castello Ursino divenne dimora degli Aragonesi: il primo a stabilirvisi fu Roberto di Calabria, seguito da Pietro d’Aragona, che vi convocò il primo Parlamento Siciliano nel 1283. I reali aragonesi adibirono la semitorre meridionale a cappella, dedicandola a San Giorgio.

Tra i secoli XV e XVI, il castello divenne residenza dei Vicerè spagnoli e visse un periodo di grandi trasformazioni strutturali, soprattutto per iniziativa di Giovanni de Vega. Dalla fine del Cinquecento, il castello entrò in una fase di declino, fu utilizzato come carcere, specie nei locali del piano terra. Alcuni graffiti lasciati dai prigionieri sono visibili sulle pareti della corte interna e in alcune sale del piano terra.

Le catastrofi naturali del XVII secolo determinarono l’aspetto attuale del Castello Ursino: la colata lavica del 1669 coprì i bastioni e le basi a scarpa delle torri, ma soprattutto alterò la linea di costa con conseguente perdita della posizione strategica della fortezza. A soli ventiquattro anni dall’eruzione, il terremoto del 1693 danneggiò ulteriormente la struttura facendo crollare le semitorri ad est e a sud ed anche il torrione di sud-est.

In età napoleonica riacquistò il ruolo di fortezza a difesa della città. Il castello passò al Demanio Regio nel 1860 e fu utilizzato come caserma fino agli inizi del Novecento.

Nel 1934 il Castello Ursino fu aperto al pubblico come sede del Museo Civico di Catania.

Indirizzo

Piazza Federico di Svevia

Orari

Aperto dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.00 alle 19.00
Sabato e Domenica dalle ore 9.00 alle 20.30

Prezzi

Intero 6 euro
Ridotto 3 euro
Ridotto scuole 2 euro

In occasione di mostre, la tariffa varia.

095 345830
Indicazioni stradali

“Da Giotto a De Chirico. I tesori nascosti”

Il Museo Civico del Castello Ursino di Catania ospiterà dal 26 ottobre al 20 maggio 2018 la mostra “Da Giotto a De Chirico. I tesori nascosti”, esposizione curata da Vittorio Sgarbi con il patrocinio del Comune di Catania.

La mostra percorrerà un arco temporale di oltre sette secoli di storia dell’arte, dalla fine del Duecento alla metà del Novecento, raccontando i preziosi tesori delle più importanti collezioni private italiane, a partire dai chiaroscuri prospettici di Giotto fino alla pittura metafisica di Giorgio De Chirico.

L’obiettivo è quello di valorizzare un patrimonio artistico nascosto, in quanto non esposto nei musei pubblici, tramite una rassegna di oltre 150 capolavori dell’arte, tra dipinti e sculture, che presenta all’attenzione del pubblico appassionato opere meno conosciute ma egualmente meritevoli di rilievo, tra cui figurano anche maestri del livello di Guttuso e Caravaggio.

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