Chiesa di San Rocco

Corso Umberto I, 95024 Acireale Santa Maria la Scala, Sicilia Italia

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Chiesa di San Rocco La chiesa di San Rocco di Acireale sorge nello stesso luogo dove a partire dal XVI secolo, fuori dalle mura cittadine, sorgeva un lazzaretto per il ricovero dei malati di peste, per questo, nel 1526, quando una terribile epidemia colpì in maniera feroce la città, accanto al lazzaretto fu costruita una […]

Chiesa di San Rocco

La chiesa di San Rocco di Acireale sorge nello stesso luogo dove a partire dal XVI secolo, fuori dalle mura cittadine, sorgeva un lazzaretto per il ricovero dei malati di peste, per questo, nel 1526, quando una terribile epidemia colpì in maniera feroce la città, accanto al lazzaretto fu costruita una chiesa dedicata a San Rocco.
Nel 1619 la chiesa fu affidata ai frati Minimi di San Francesco di Paola i quali fondarono un ospizio per i poveri.
Riedificata nel 1634, ospitò l’Opera della Compagnia di Orazione e Morte, curata dalla confraternita di San Rocco. Anche se ogni associato versava solo due centesimi alla settimana, fu raccolta una cospicua somma che, tra il 1642 e il 1675, venne impiegata per l’ampliamento e l’abbellimento della chiesa.
Nella prima metà del XVII secolo la Confraternita, dopo aver ricevuto in eredità i beni del can. Giambattista Grasso, diede incarico all’architetto Francesco Patanè di disegnare il prospetto della chiesa, ultimato nel 1682 dal nipote, l’ingegnere Raffaele Patanè, che realizzò la caratteristica facciata concava in stile baroccheggiante.
Nel 1881 venne costruito l’annesso convento dei Padri Domenicani, fondato da Padre Vincenzo Lombardo restauratore dell’ordine in Sicilia.
L’interno della Chiesa, in stile neo-gotico, subì un completo rifacimento negli anni ’60 del Novecento con l’eliminazione delle volte quadripartite delle navate laterali.
Alla destra dell’ingresso della chiesa si trova la cappella di Santa Rita da Cascia con la statua lignea dell’inizio del XIX secolo.
All’interno della cappella, sui resti di una parete della vecchia chiesa, è presente un affresco che ritrae le Anime del Purgatorio in preghiera davanti al Crocifisso. L’opera è di Matteo Ragonisi, databile intorno alla seconda metà del ‘600.
A ricordare la presenza dei Domenicani nel tempio sacro sono sulla destra la tela raffigurante San Tommaso e la Madonna del Rosario con ai piedi Santa Caterina e San Domenico. Immediatamente dopo trova posto la seicentesca tela di Matteo Ragonisi ritoccata da Matteo Desiderato nel XIX secolo che ritrae San Rocco.
La parete absidale è occupata dall’imponente affresco realizzato dal pittore Roberto Rimini a metà dal XX secolo che rappresenta Gesù pescatore di uomini e che reca la scritta “Andate in tutto il mondo e portate il Vangelo a tutte le creature”.
La Chiesa ospita le quattro candelore, cerei votivi che le antiche corporazioni dei Calzolai, dei Muratori, dei Falegnami e dei Panettieri, dei Pescivendoli fecero scolpire tra il ‘600 e il ‘700 da ignoti maestri d’ascia e che, durante i festeggiamenti in onore di Santa Venera, Patrona principale della Città e della Diocesi di Acireale, vengono portate in processione.

Fonte: Associazione Cento Campanili

 

Le “candelore” segno di festa e di devozione

L’origine delle candelore di Acireale risale al XVIII secolo, quando i grandi ceri votivi venivano portati nelle processioni utilizzando una struttura in legno più o meno riccamente decorata. Due esemplari delle strutture lignee che servivano al trasporto di grandi ceri votivi sono custoditi nella Pinacoteca Zelantea di Acireale. Più tardi queste strutture furono impreziosite con statue di santi e di angioletti, secondo uno stile di costruzione conforme al periodo storico, di tipo barocco o rococò. Le candelore acesi rientrano fra queste.
Esse venivano realizzate dalle varie corporazioni, che venivano così rappresentate nelle processioni che si svolgevano nella città, in particolare per la festa del santo patrono.
Le “candelore”, o cerei, sono dei simboli di fede tipici della Sicilia orientale, ed in particolare della provincia di Catania. Se ne trovano infatti, oltre che nella stessa Catania (dove se ne contano ben dodici per la festa di Sant’Agata), ad Aci Sant’Antonio, Gravina, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Paternò, Pedara, San Giovanni La Punta, Trecastagni, Tremestieri. Anche Aciplatani ha una piccola “candelora” utilizzata per la festa della Madonna del Carmine.
Le candelore portate in processione ad Acireale per la festa della patrona Santa Venera sono state in passato quattro: Calzolai, Falegnami e Panettieri, Pescivendoli, Muratori. A queste se ne è aggiunta una quinta che ha fatto il suo esordio nel Duemila, e che rappresenta i lavoratori della cartapesta, cioè la categoria degli artigiani che realizzano i carri in cartapesta in occasione del carnevale.

Bibliografia
Speciale Santa Venera 2 /Le “candelore”, segno di fede e simbolo di devozione di
Nino De Maria, in La Voce dell’Jonio del 25 luglio 2016.

Indirizzo

Corso Umberto I, 95024 Acireale (CT)

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