Filiciusa Milia

Filiciusa Milia

Pista Altomontana Etna, strada per salire al Galvarina

Sentiero 701A, 95030 Ragalna, Sicilia Italia

Ragalna > Filiciusa Milia

Territorio  L’area nota anche come Serra La Nave, rientra nel territorio montano dei comuni di Ragalna e Biancavilla, nel versante sud dell’Etna. La geologia della zona è rappresentata da colate laviche e depositi piroclastici a scorie e lapilli, emesse dalle bocche sommitali e/o da apparati avventizi. A livello stratigrafico esse rappresentano lo strato più recente […]

Territorio 

L’area nota anche come Serra La Nave, rientra nel territorio montano dei comuni di Ragalna e Biancavilla, nel versante sud dell’Etna.

La geologia della zona è rappresentata da colate laviche e depositi piroclastici a scorie e lapilli, emesse dalle bocche sommitali e/o da apparati avventizi. A livello stratigrafico esse rappresentano lo strato più recente superficiale, sovrapposto alle lave più antiche, che sull’Etna sono rappresentate dai livelli Tholeiitici Basali. Le lave di Serra La Nave sono costituite da colate laviche e piroclastiti, con morfologie spesso fortemente degradate e difficilmente riconoscibili nelle singole unità di flusso. Dalla matrice geologica vulcanica discendono suoli di origine vulcanica, con profili strutturati in forme più o meno evolute, rappresentati da: Litosuoli, Regosuoli e Andosuoli vulcanici.

La quota media è intorno a 1750 s.l.m. Il principale cono piroclastico dell’area è rappresentato dal Monte Denza, 1812 m s.l.m. Ad ovest di detto monte vi è il rifugio, ad uso esclusivo del DSRT (Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale)già ex Azienda Foreste Demaniali, dedicato a San Gualberto, protettore dei forestali. Accanto al rifugio, recentemente restaurato dalle maestranze del DSRT(Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale – Regione Siciliana), sono stati realizzati servizi igienici e barbecue, migliorando così la fruizione dell’area, molto frequentata da escursionisti e famiglie. Nelle vicinanze, oltre alla ricchezza di sentieri, sono presenti il Giardino Botanico “Nuova Gussonea”, il Vivaio Forestale del DSRT ad uso interno, grazie al quale, nel recente passato, è stato possibile attingere materiale vivaistico per i rimboschimenti dell’area etnea. Sempre nella zona è presente il Rifugio Carpinteri, rifugio non fruibile, ma ottimo punto per l’osservazione dell’ornitofauna.

L’area di Serra La Nave rientra nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC)”ITA070012 Pineta di Adrano e Biancavilla”. Una ZSC ai sensi della Direttiva Habitat della Commissione Europea è un sito di importanza comunitaria (SIC) in cui sono state applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e delle popolazioni delle specie per cui il sito è stato designato dalla Commissione Europea.

Formazioni forestali

La principale formazione forestale di Serra La Nave è rappresentata dal bosco di pino laricio (Pinus nigra J.F.Arnold subsp. Laricio Palib. ex Mair). La Pineta di Serra La Nave,si caratterizza in due tipologie forestali differenti: Pineta superiore e Pineta pioniera. La Pineta superiore di pino laricio ha un’estensione di circa 300 ha. É la tipica pineta della fascia montana superiore, la sua densità è elevata e la sua composizione specifica qui è quasi pura. Ciò è dovuto sia al ruolo ecologico della specie (specie pioniera), sia alla selvicoltura operata in passato, che ha cercato di favorirla a scapito di altre specie della fascia montana. La Pineta superiore si trova tra le colate laviche del 1610 e 1780. In queste lave la Pineta cambia fisionomia e si struttura nella tipologia forestale della Pineta pioniera di pino laricio. Quest’ultima, assume una struttura aperta con alberi isolati, che colonizzano lave più o meno recenti. Ai limiti superiori della vegetazione arborea la struttura della Pineta, diventa sempre più aperta e la fisionomia del sottobosco si caratterizza per la presenza di tappeti di specie erbacee e di bassi arbusti endemici quali: il ginepro emisferico (Juniperus hemisphaerica), il berbero dell’Etna (Berberis aetnensis), l’astragalo dell’Etna (Astracantha sicula), la saponaria dell’Etna, (Saponaria sicula) ecc.

Curiosità forestali

il pino laricio appartiene alla grande famiglia dei pini neri. Il pino nero (Pinus nigra Arnold) è una specie collettiva che comprende numerose entità biologiche a cui negli anni è stato attribuito diverso valore tassonomico ( specie, sottospecie, varietà, ecc…). Le diverse sottospecie sono difficilmente riconoscibili perché hanno diversi caratteri in comune. Le principali specie distribuite nel territorio italiano sono: il Pino nero d’Austria, distribuito principalmente nelle Alpi del Veneto e del Friuli; Il pino laricio, in Calabria, Sicilia e Corsica. Un piccolo nucleo si trova pure in Toscana, ma si pensa che sia un rimboschimento effettuato nel periodo medievale; Infine il pino di Villetta Barrea, in Abruzzo che può considerarsi come il pino che riassume in esso i caratteri del pino nero d’Austria e quelle del pino laricio. Quindi per quest’ultimo potremmo dire che in questa area le due forme estreme di pino si sono incontrate per crearne una che somigliasse ad entrambe, assumendo i caratteri dell’una e dell’altra specie.

Fauna

La fauna dell’area è ricca e alcuni punti della Pineta, quali chiarie e punti d’acqua, sono ideali per l’osservazione dell’ornitofauna silvana.

Mammiferi

Tra i mammiferi si segnalano la volpe (Vulpes vulpes), che nei pressi del rifugio di San Gualberto si avvicina in prossimità dell’area attrezzata. Tra gli uccelli si segnalano: il crociere (Loxia curvirostra), il merlo (Turdus merula), la cincia mora (Periparus ater), la cinciarella (Cyanistes caeruleus), il pettirosso (Erithacus rubecula), la balia dal collare (Ficedula albicollis), il luì piccolo (Phylloscopus collybita), il picchio maggiore (Dendrocopos major), l’allocco (Strix aluco), il gufo comune (Asio otus), la poiana (Buteo buteo).

Uccelli

Tra gli uccelli si segnalano: il crociere (Loxia curvirostra), il merlo (Turdus merula), la cincia mora (Periparus ater), la cinciarella (Cyanistes caeruleus), il pettirosso (Erithacus rubecula), la balia dal collare (Ficedula albicollis), il luì piccolo (Phylloscopus collybita), il picchio maggiore (Dendrocopos major), l’allocco (Strix aluco), il gufo comune (Asio otus), la poiana (Buteo buteo).

Rettili

Tra i rettili sono presenti: la lucertola campestre (Podarcis siculus), il ramarro (Lacerta bilineata), il colubro liscio (Coronella austriaca), la vipera (Vipera Aspis).

Insetti

Tra gli insetti, degna di nota è la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa ), così chiamata perché le larve prima dell’impupamento nel terreno scendono dagli alberi, formando una lunga fila, che ricorda quella delle processioni. Negli ultimi anni la processionaria si è maggiormente diffusa tra le pinete dell’Etna. Le larve di questo lepidottero oltre a causare massicce defogliazioni agli aghi di pino, possono costituire un problema serio per gli uomini, in quanto sono muniti di peli sericei urticanti.

Funghi

Tra i funghi tipici di queste aree si segnala il Lactarius deliciosus, poco conosciuto per i non esperti, ma molto apprezzato per la qualità della sua carne.

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