Città Vizzini La Cunzirìa

La Cunzirìa

SP147, 95049 Vizzini CT, Italia

La Cunzirìa

Affascinante e pittoresco esemplare d’archeologia industriale ottocentesca situata poco fuori dall’abitato, la Cunzirìa ha le sembianze di un piccolo borgo costituito da circa quaranta edifici con al centro una chiesetta dedicata a Sant’Eligio. Le condizioni ambientali ne hanno fatto, nel tempo, un luogo idoneo per l’attività di conciatura del cuoio che veniva praticata già in […]

Affascinante e pittoresco esemplare d’archeologia industriale ottocentesca situata poco fuori dall’abitato, la Cunzirìa ha le sembianze di un piccolo borgo costituito da circa quaranta edifici con al centro una chiesetta dedicata a Sant’Eligio. Le condizioni ambientali ne hanno fatto, nel tempo, un luogo idoneo per l’attività di conciatura del cuoio che veniva praticata già in epoca romana nelle vasche scavate nella roccia ancora oggi visibili grazie ad una recente campagna archeologica. La lavorazione era resa possibile dalla presenza di ricche sorgenti d’acqua e dalla pianta del sommacco da cui si ricavava il tannino, sostanza essenziale per trasformare la pelle in cuoio. La Cunzirìa raggiunse il suo massimo sviluppo durante il Novecento e i cuoi (soprattutto quelli per sellame) venivano esportati anche fuori dall’Isola.

Abbandonato in seguito alla concia industriale, ai mutamenti economici e ai conflitti mondiali, questo antico borgo ormai disabitato conserva un fascino intatto, ancorchè decadente. Case di pietra e mura sberciate, stradine che si inerpicano attorno ai rilievi, piante di sommacco, e ficodindia a perdita d’occhio. In questi luoghi le parole di Verga trasudano da ogni crepa e i suoi personaggi sembrano occhieggiare da ogni uscio spalancato e sbilenco, quasi fosse un set cinematografico naturale che non è sfuggito all’attenzione di grandi registi come Franco Zeffirelli che nel 1981 lo scelse per l’opera-film “Cavalleria Rusticana”, e a Gabriele Lavia che nel 1996 vi girò “La Lupa”.

In questo borgo, Verga ambientò il duello tra Alfio e Turiddu.

Turiddu da prima gli aveva presentato un bicchiere, ma compare Alfio lo scansò colla mano. Allora Turiddu si alzò e gli disse: Son qui, compar Alfio. Se domattina volete venire nei fichidindia della Canzirìa,  potremo parlare di quell’affare, compare.

 da Cavalleria Rusticana di Giovanni Verga