Lago Gurrida Demanio Forestale

Lago Gurrida Demanio Forestale

37.859548704726244, 14.906149628691141

95036 Randazzo, Sicilia Italia

Randazzo > Lago Gurrida Demanio Forestale

Territorio  L’area ricade tra i territori dei Comuni di Bronte e Randazzo, ubicata nel versante nord-ovest dell’Etna tra le zone B, C e D del Parco dell’Etna ad una quota di media di 865 m s.l.m. Il confine tra i due comuni qui è delimitato dal torrente Flascio. Ad ovest del torrente, nel territorio di […]

Territorio 

L’area ricade tra i territori dei Comuni di Bronte e Randazzo, ubicata nel versante nord-ovest dell’Etna tra le zone B, C e D del Parco dell’Etna ad una quota di media di 865 m s.l.m.
Il confine tra i due comuni qui è delimitato dal torrente Flascio. Ad ovest del torrente, nel territorio di Bronte è ubicata Casitta Gurrida, mentre ad est del torrente, nel territorio di Randazzo, il Lago Gurrida. Il Lago Gurrida si è formato in tempi relativamente recenti in conseguenza della colata lavica del 1536 che sbarrando il percorso del Torrente Flascio, ne mutò il tratto.

Il livello del Lago rispecchia la natura del torrente, mutando il suo livello a seconda delle stagioni: più pieno in autunno, inverno e primavera, meno nella stagione estiva. Malgrado la sua esigua superficie, circa 7 ha, il Lago Gurrida rappresenta per l’avifauna uno straordinario ecosistema in tutto il territorio vulcanico. Casitta Gurrida è un piccolo bivacco, curato e utilizzato dal DSRT (Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale – Regione Siciliana) già ex Azienda Regionale Foreste Demaniali, ad uso interno, ma ottimo punto di sosta per l’area. A circa mezzo chilometro ad ovest della Casitta Gurrida si trova l’area delle Sciare di Santa Venera. Quest’area creata da una antica ed imponente colata lavica ha generato lave a blocchi di grossi ispessimenti, in buona parte fessurate e permeabili. La combinazione di dette lave con rocce sedimentarie, qui rappresentate principalmente da argille, ha permesso la creazione di una rete di torrentelli e risorgive (favare dall’arabo al-fawwara che significa sorgente) che vanno a confluire nella balza di Bronte, una spettacolare cascata di 12 m di altezza, immettendosi nel Fiume Simeto. Nell’area sono presenti resti archeologici relativi ad un insediamento bizantino e arabo datato in un periodo che va dal VI al IX sec. d.C.

Le colate sopra descritte, alle quote più elevate, rientrano nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC) “ITA070019 Lago Gurrida e Sciare di Santa Venera. Una ZSC ai sensi della Direttiva Habitat della Commissione Europea è un sito di importanza comunitaria (SIC) in cui sono state applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e delle popolazioni delle specie per cui il sito è stato designato dalla Commissione Europea. L’importanza di questa ZSC è dovuta proprio alla presenza dell’area umida attorno al lago che ospita specie vegetali e animali esclusive che non hanno riscontro in nessun altro sito.

La geologia della zona è caratterizzata da un mosaico di rocce, frutto della transizione del paesaggio etneo e quello nebrodense. Tra le formazioni principali si ricordano: colate laviche e depositi piroclastici a scorie e lapilli, emesse da apparati avventizi. A livello stratigrafico esse rappresentano lo strato più recente superficiale, sovrapposto alle lave più antiche, che sull’Etna sono rappresentate dai livelli Tholeiitici Basali. Le lave dell’area del Lago Gurrida rientrano nella cosiddetta Formazione della Torre del Filosofo, che è rappresentata da colate laviche e depositi piroclastici emesse da bocche sommitali e/o apparati avventizi. I prodotti emessi sono quelli compresi nell’intervallo 15000-3900 anni. Nelle lave di S. Venere, in alcune gallerie di scorrimento sono state ritrovati reperti del Neolitico superiore di notevole importanza per la datazione della colata stessa, che risulterebbe di età maggiore di 5000 anni.1 Altre formazioni, risalenti all’Olocene, sono costituite da Depositi alluvionali recenti costituite da limi, sabbie e ghiaie, frutto di deposito delle conoidi alluvionali, caratterizzate da ciasti vulcanici in matrice sabbiosa. Presenti anche Argille varicolori superiori, Argille verdi e rosso vinaccia a struttura caotica con intercalazioni di siltiti e calcareniti. Nell’area sono presenti anche Marne grigio cenere alternate a calcari marnosi bianchi in strati medio spessi.

Dalla matrice geologica discendono suoli sia di origine vulcanica, con profili ben strutturati in forme evolute, rappresentati da: Andosuoli, Suoli bruni e Suoli bruni lisciviati, ma anche Regosuoli da suoli argillosi.

Formazioni forestali

Le principali formazioni forestali dell’area intorno al Lago Gurrida appartengono a popolamenti forestali a prevalenza di specie mesoigrofile tipiche degli ambienti fluviali. Le principali categorie sono rappresentate da Pioppeto-Saliceto e Saliceto ripario arbustivo, dove le principali specie arboree sono rappresentate da Pioppo nero (Populus nigra L.), salice bianco (Salix alba L.) e salice rosso (Salix purpurea L.). Questi popolamenti forestali non sono molto evoluti e questo probabilmente è dovuto all’assenza nell’area di corsi d’acqua perenni e al disturbo antropico. Presenti nell’area anche rimboschimenti di latifoglie (Quercus sp.) e arbusteti della macchia mediterranea rappresentati principalmente dalla Ginestra odorosa (Spartium junceum L.)

Curiosità forestali

Curiosità forestali: il vitigno del Lago Gurrida.
Alicante è il vitigno che radica all’interno dell’azienda vitivinicola del Lago Gurrida. Il primo impianto di questo vitigno lo si deve all’ammiraglio Nelson, che lo fece impiantare dopo esser stato nominato duca di Bronte, più di due secoli fa. La singolarità del vigneto risiede sia al vitigno sia alle condizioni pedoclimatiche in cui esso insiste, infatti l’alicante impiantato al Gurrida, di piede franco, ha sopravvissuto alla malattia della fillossera, grazie al fatto che ogni anno, mediamente dalla primavera all’autunno, le viti vengono sommerse dalle acque che grazie a questi periodici ristagni, impediscono il proliferare delle infestazioni, in quanto l’ambiente asfittico è sfavorevole alla fillossera . La fillossera è causata da un insetto fitofago della vite (Viteus vitifoliae).

 

Mammiferi

La fauna è ricca. Comune nell’area tra i mammiferi la Volpe (Vulpes vulpes), la Donnola (Mustela nivalis), la martora (Martes martes) e l’endemica (Crocidura sicula).

Uccelli

La fauna più caratteristica dell’area è rappresentata sicuramente dall’avifauna tipica degli ambienti legati alla presenza dell’acqua. Il lago rappresenta un luogo adatto per tutte le specie di uccelli che stazionano durante le migrazioni, ma anche per gli uccelli stanziali. Tra le principali specie che a diverso modo vivono il lago si ricordano: il Tarabusino (Ixobrycus munutus),la Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), la Nitticora (Nycticorax nycticorax) il Germano reale (Anas platyrhynchos), l’anatra moretta (Aythya nyroca),il Tuffetto (Tachybaptus ruficollis, la Folaga (Fulica linnaeus), il Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), l’Averla capirossa (Lanius senator), l’Usignolo (Luscinia megarhynchos),il Codibugnolo di Sicilia (Aegithalos caudatus siculus), l’Albanella minore (Circus pygargus), i Pecchiaioli (Pernis apivorus) e (Pernis ptilorhynchus),il falco cuculo (Falco vespertinus), la Gru (Grus grus), l’Airone cinerino (Ardea cinerea), l’Airone rosso (Ardea purpurea), la Cicogna bianca (Ciconia ciconia) la garzetta (Egretta garzetta).

Rettili

Tra i rettili si segnala: la Testugine palustre siciliana (Emys trinacris), la Natrice dal collare (Natrix natrix)e il Biacco (Hierophis viridiflavus), il Ramarro occidentale(Lacerta bilineata).

Anfibi

Tra la classe degli anfibi degni di nota il Rospo comune (Bufo bufo), la Raganella intermedia (Hyla intermedia), e il Discoglosso dipinto (Discoglossum pictuspictus).

Insetti

Tra gli insetti degne di nota le endemiche, libellula (Cordulegaster trinacriae) e la falena dell’edera (Euplagiaquadri punctaria) tipiche degli ambienti umidi.

Funghi

Tra i funghi tipici di queste aree, uno dei più apprezzati: il fungo di ferla (Pleurotus eryngii) molto diffuso nell’area delle Sciare di Santa Venera.

Indirizzo

Contrada Gurrida - S.S. 120 Km 181, 95036 Randazzo CT

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