Monte Scavo

Monte Scavo

37.770763474565705, 14.950350471058483

Altomontana Trail, 95035 Maletto, Sicilia Italia

Maletto > Monte Scavo

Il Bivacco di Monte Scavo, rientra nel territorio montano del comune di Maletto, nel versante Nord-Ovest dell’Etna, nella zona A del Parco, ad una quota di circa 1710 m s.l.m. Il bivacco sempre aperto e fruibile è gestito dal DSRT (Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale)già ex Azienda Foreste Demaniali, che oltre alla manutenzione ordinaria […]

Il Bivacco di Monte Scavo, rientra nel territorio montano del comune di Maletto, nel versante Nord-Ovest dell’Etna, nella zona A del Parco, ad una quota di circa 1710 m s.l.m. Il bivacco sempre aperto e fruibile è gestito dal DSRT (Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale)già ex Azienda Foreste Demaniali, che oltre alla manutenzione ordinaria provvede al rifornimento di legna da ardere, utilizzabile nel camino dello stesso. Le colate più importanti che interessano la zona sono quelle della metà degli anni settanta del secolo scorso, che si sono sovrapposte interessando la Val di Cannizzola a Nord di Monte Scavo. Altre colate importanti sono quelle del 1832 e del 1949 entrambi ad Est di Monte Scavo. Le colate più importanti a Sud di Monte Scavo sono quelle del 1651 e quella del 1832. La colata del 1651 ha interessato un fronte lavico per oltre 12 km di lunghezza e di 3km di larghezza, interessando e danneggiando l’abitato di Bronte. Monte Scavo, da cui prende nome il bivacco è un cono piroclastico di 1777 m s.l.m. Altri coni piroclastici dell’area sono Monte Nunziata 1803 m, Monte Egitto 1612 m, Monte Guardirazzi 1973 m e Monte Conca 2138 m s.l.m.
L’area ad Est di Monte Scavo è una Zona Speciale di Conservazione (ZSC) “ITA070009 Fascia altomontana dell’Etna”. Una ZSC ai sensi della Direttiva Habitat della Commissione Europea è un sito di importanza comunitaria (SIC) in cui sono state applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e delle popolazioni delle specie per cui il sito è stato designato dalla Commissione Europea.
La geologia della zona è caratterizzata da colate laviche e depositi piroclastici a scorie e lapilli, emesse dalle bocche sommitali e/o da apparati avventizi. A livello stratigrafico esse rappresentano lo strato più recente superficiale, sovrapposto alle lave più antiche, che sull’Etna sono rappresentate dai livelli Tholeiitici Basali. Le lave dell’area di Monte Scavo rientrano nella cosiddetta Formazione della Torre del Filosofo, che è rappresentata da colate laviche e depositi piroclastici emesse da bocche sommitali e/o apparati avventizi. La maggioranza dei prodotti affioranti è stata eruttata in un periodo compreso tra 15000 e 4000 anni fa.
Dalla matrice geologica discendono suoli di origine vulcanica, con profili strutturati in forme più o meno evolute, rappresentati da: Litosuoli, Regosuoli e Andosuoli. In questo tipo di suoli la struttura è assente o appena accennata. Generalmente sono terreni poveri di azoto e di sostanza organica, ma ricchi di fosforo e potassio, molto porosi e ciò permette un alto assorbimento delle acque che vengono convogliate nelle ricche falde che affiorano alla base del complesso montuoso.
A livello forestale l’area di Monte Scavo può essere considerata come un’isola, in quanto circondata da importanti colate laviche.
La principale formazione forestale dell’area di è rappresentata dal bosco di pino laricio (Pinus nigra J.F.Arnold subsp. Laricio Palib. ex Mair),che si caratterizza nella Pineta pioniera. Questa, assume una struttura aperta con alberi isolati, che colonizzano lave più o meno recenti con suoli poco evoluti. Ai limiti superiori della vegetazione arborea la struttura della Pineta, diventa sempre più aperta e la fisionomia del sottobosco si caratterizza per la presenza di tappeti di specie erbacee e di bassi arbusti endemici quali: il ginepro emisferico (Juniperus hemisphaerica), il berbero dell’Etna (Berberis aetnensis), l’astragalo dell’Etna (Astragalus siculus), la saponaria dell’Etna, (Saponaria sicula) ecc. Un’altra formazione forestale importante dell’area è costituita dalle faggete, in parte consociate al pino laricio. Il faggio (Fagus sylvatica L.) in quest’area assume un primato: qui la sua distribuzione altitudinale raggiunge il massimo in tutto il suo areale europeo(circa 2270 m s.l.m.). Tuttavia considerate le condizioni severe le strutture delle faggete in quest’area assumono un sviluppo ridotto. Alle quote più elevate si instaura una vegetazione orofila pulvinare, rappresentata da un aspetto più diradato ed impoverito a dominanza di camomilla dell’Etna (Anthemis aetnensis) e romice dell’Etna (Rumex aetnensis).

 

Curiosità forestali: Il faggio (Fagus sylvatica L.). L’areale di questa specie è europeo, estendendosi a nord fino in Norvegia, ad ovest fino alla Penisola Iberica, ad Est fino alla Turchia nord-occidentale e a sud fino alla Sicilia. Quindi la propaggine meridionale del suo areale è in Sicilia, ma sull’Etna raggiunge il suo estremo meridionale in assoluto, infatti di tutte le faggete siciliane quelle etnee raggiungono il limite meridionale estremo (Monte Faggi, in territorio di Belpasso). Un altro primato del faggio etneo e quello di spingersi, rispetto al suo areale di distribuzione, alle quote più elevate, e nel versante nord-occidentale, proprio tra Monte Scavo e Punta Lucia vi sono alcune dagale di faggio, con portamento a sviluppo ridotto, che si spingono fino a circa 2270 m s.l.m. La tree line, ossia il limite degli alberi, rappresenta il confine ecologico a cui vengono soddisfatte (anche se non in modo ottimale) le condizioni di vita di un albero. Il parametro principale che definisce questa linea è l’altitudine, ma questa varia in base alla latitudine. In Sicilia questa linea viene definita proprio dal faggio.

 

La fauna dell’area e ricca e in alcuni punti, alle quote più basse della Pineta, si segnalano tra i mammiferi la volpe (Vulpes vulpes).

 

Tra gli uccelli si segnalano: , il merlo (Turdus merula), la cincia mora (Periparus ater), la cinciarella (Cyanistes caeruleus), il pettirosso (Erithacus rubecula), la balia dal collare (Ficedula albicollis), il luì piccolo (Phylloscopus collybita), il picchio maggiore (Dendrocopos major), l’allocco (Strix aluco), il gufo comune (Asio otus), la poiana (Buteo buteo).

 

Tra i rettili sono presenti: la lucertola campestre (Podarcis siculus), il ramarro (Lacerta bilineata), il colubro liscio (Coronella austriaca), la vipera (Vipera Aspis).

 

Tra gli insetti, degna di nota è la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa ), così chiamata perché le larve prima dell’impupamento nel terreno scendono dagli alberi, formando una lunga fila, che ricorda quella delle processioni. Negli ultimi anni la processionaria si è maggiormente diffusa tra le pinete dell’Etna. Le larve di questo lepidottero oltre a causare massicce defogliazioni agli aghi di pino, possono costituire un problema serio per gli uomini, in quanto sono muniti di peli sericei urticanti. Alle quote più elevate le condizioni diventano più difficili per la fauna che incontra diverse difficoltà: trofiche, temperature rigide dell’inverno, lunghi periodi di innevamento e non ultime le frequenti eruzioni che rappresentano una specie di reset per l’organizzazione della vita, rappresentata qui da specie altamente specializzate. Pertanto i vertebrati sono poco rappresentati, a differenza degli invertebrati, rappresentati da specie endemiche come ad esempio il Coleottero Lionychus fleischeri focarilei, che vive esclusivamente nelle aree desertiche e sommitali del vulcano, all’interno dei canaloni e delle fenditure profonde della lava. Altro invertebrato abitatore di queste zone è la Coccinella septempunctata che dopo essersi rifocillata in primavera dalle infestazioni di afidi, migra verso quote più elevate (fino a quasi 3000 m s.l.m.), in siti idonei a limitare consumi energetici e dove meglio si ripara durante i periodi di inattività. In autunno ridiscende di quota, spesso svernando entro i nidi della processionaria. Nella primavera successiva le femmine fecondate, volano sulle piante erbacee, deponendo le uova fra le colonie di Afidi di cui si nutrono, per poi risalire a quote maggiori

 

Tra i funghi tipici di queste aree, a quote più basse all’interno della pineta, si segnala il Lactarius deliciosus, poco conosciuto per i non esperti, ma molto apprezzato per la qualità della sua carne Altro fungo presente in zona e molto apprezzato è la mazza di tamburo (Macrolepiota procera)

Indirizzo

Altomontana Trail, 95035 Maletto, Sicilia Italia

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