Santa Maria del Bosco

Santa Maria del Bosco

37.929571537337516, 14.938233671432219

Strada statale Randazzo - Capo d'Orlando, 98030 Santa Domenica Vittoria, Sicilia Italia

Randazzo > Santa Maria del Bosco

Territorio  Quest’area appartiene al complesso montuoso dei Nebrodi. I Monti Nebrodi, possono considerarsi la prosecuzione degli Appennini che in Sicilia sono rappresentati da est verso ovest dai Monti Peloritani, dai Monti Nebrodi e dalle Madonie. Lo sviluppo di questi monti è caratterizzato da un’ossatura principale e con dei versanti con andamento più o meno perpendicolare […]

Territorio 

Quest’area appartiene al complesso montuoso dei Nebrodi. I Monti Nebrodi, possono considerarsi la prosecuzione degli Appennini che in Sicilia sono rappresentati da est verso ovest dai Monti Peloritani, dai Monti Nebrodi e dalle Madonie. Lo sviluppo di questi monti è caratterizzato da un’ossatura principale e con dei versanti con andamento più o meno perpendicolare ad essa solcati dalle caratteristiche fiumare. I Nebrodi si estendono per circa 70 km e l’area di Santa Maria del Bosco si trova nella porzione orientale, nel versante interno, delimitata dall’Etna ed in particolare dal Fiume Alcantara, con le sue sorgenti proprio a pochi km da qui.

Santa Maria del Bosco, rientra nel territorio montano del comune di Randazzo, sulla sponda sinistra dell’alto tratto del Fiume Alcantara ad una quota media di 1085 m s.l.m. La geologia della zona è rappresentata da rocce sedimentarie. Nell’area sono presenti accumuli gravitativi di materiali caotici. Questi accumuli, sono circondate da rocce appartenenti alle Flysch di Monte Soro, costituite da strati di litofacies argilloso-calcarea e strati quarzarenitico-argillosa. Nella porzione carbonatica sono presenti microfossili tipici degli ambienti marini. Altre formazioni sono rappresentate dalle Argille marnose e marne argillose. Dalla matrice geologica discendono suoli perlopiù argillosi o calcarei poco strutturati debolmente acidi e lisciviati.

Le principali cime che affiancano l’area sono Poggio Rotondo, Monte del Palo e Punta Randazzo Vecchio, rispettivamente di 1242, 1362 e 1395 m s.l.m. La zona è ricca di sentieri ed oltre al sentiero che porta al Rifugio vi sono altri sentieri che ci permettono di avvicinarci al Fiume Alcantara, oppure salire sulla cresta dei monti ed effettuare così delle escursioni lungo i crinali che rappresentano gli spartiacque del Fiume Alcantara e del Torrente Roccella.

Formazioni forestali

Le principali formazioni forestali di Santa Maria del Bosco sono rappresentate da popolamenti arbustivi pre-forestali a base di diverse specie di rosacee (Prunus spp, Rosa spp, Crataegus spp, Pyrus spp), talora con sparse specie quercine ed aceri. Questi arbusteti generalmente sono il risultato di terreni abbandonati dall’agricoltura e dal pascolo. In questi soprassuoli si insediano così alcune specie di alberi quali l’orniello (Fraxinus ornus),l’acero (Acer campestre L.), mostrando una spiccata dinamicità con soprasuoli di roverella (Quercus pubescens Willd.), cerro (Quercus cerris L), e nelle zone più fresche con i popolamenti di faggio (Fagus sylvatica L.). Altre formazioni arbustive sono rappresentate da specie della Macchia mediterranea che nell’area è rappresentata da arbusteti di ginestra odorosa (Spartium junceum L.) associata a popolamenti radi di leccio (Quercus ilex L.) e roverella. Altri importanti formazioni forestali dell’area sono costituite da rimboschimenti di diverse specie. Tali rimboschimenti sono stati realizzati, intorno agli anni cinquanta, dal DSRT (Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale – Regione Siciliana)già ex Azienda Regionale Foreste Demaniali . Tali rimboschimenti sono stati realizzati utilizzando sia conifere che latifoglie: tra le conifere i principali soprassuoli sono costituiti da pino nero (Pinus nigra J.F.Arnold subsp. nigra) , pino laricio (Pinus nigra J.F.Arnold subsp. Laricio Palib. ex Mair) , cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica Man.), cipressi (Cupressus spp), ed in modo sporadico anche abeti mediterranei (A. pinsapo, A. numidica, A. cephalonica) e douglasia (Pseudotsuga menziesii). I rimboschimenti di latifoglie sono rappresentati principalmente da frassini: orniello e frassino meridionale (Fraxinus angustifolia Vahl.) . Altre latifoglie frutto di rimboschimento sono costituiti da ontano napoletano (Alnus cordata(Loisel.) Duby) , eucalitti (Eucalyptus spp) acacie (Acacia spp.) e castagno (Castanea sativa Mill.).

Nell’area anche se su superfici minori radicano pregevoli cerrete montane e faggete mesofile, ossia tipiche di quelle aree caratterizzate da un bilancio idrico favorevole alla specie.

Altri ambienti pregevoli, insistono sulle sponde del fiume Alcantara, dove si rinvengono lembi di boschi ripariali a salici (Salix alba, S. pedicellata, S. purpurea), pioppi (Populus nigra, P. alba) e ontano nero (Alnus glutinosa (L.) Gaertn., 1790). I boschi igrofili tipici degli ambienti ripariali, sono molto importanti perché sono sempre più rari a causa delle trasformazioni e regimazioni dei corsi d’acqua.

Curiosità botaniche

L’ontano nero, grazie alla sua attitudine di vivere lungo le sponde ripariali, costituendo una specie importante dei boschi igrofili, ha l’attitudine di resistere bene all’acqua, pertanto è stato utilizzato in passato come legname da opera per manufatti sommersi. Infatti grazie a questa sua caratteristica è stato impiegato per la creazione delle fondazioni delle costruzioni a Venezia.

Fauna

La fauna è ricca e diversificata, grazie alla grande varietà di ambienti, quali arbusteti montani, arbusteti mediterranei, boschi e ambienti ripariali.

Mammiferi

Tra i mammiferi si segnalano la volpe, grande frequentatrice di tutti gli ambienti; il gatto selvatico frequentatore di boschi misti, ambienti ripariali e della macchia mediterranea; la donnola molto attiva al tramonto e amante dei terreni abbandonati; la martora, frequentatrice dei boschi puri o misti di latifoglie e aghifoglie, ma non disdegna neanche gli ambienti di macchia mediterranea; l’Istrice che predilige zone aperte, terreni coltivati e zone di macchia. Questo roditore ha un sviluppatissimo senso dell’olfatto, divoratore di gemme, radici ed infiorescenze. Goffo nei movimenti ha abitudini crepuscolari e notturne. Spesso il passaggio della sua traccia viene reso inconfondibile con la presenza dei lunghi aculei. Il riccio, dalle abitudini solitarie, vive di notte ed è un onnivoro che ci ciba di invertebrati, rettili, anfibi, mammiferi come i piccoli roditori, ma non disdegna frutti e bacche. Altri mammiferi presenti nell’area sono: la lepre, il coniglio, il ghiro il topo campagnolo siculo.

Uccelli

La presenza di uccelli lungo tutta l’asta fluviale del Fiume Alcantara e ricca di specie stanziali e di passo. Nell’area dell’alto tratto del fiume si segnalano fra i rapaci il falco pellegrino, il gufo comune, il barbagianni. Nei tratti aperti del fiume non è difficile scorgere il pendolino dal caratteristico nido appeso ai rami a forma di fiasco; Mentre nella parte alta del fiume la Cincia bigia di Sicilia piccolo passeriforme dal cappuccio nero e guance bianche, sottospecie endemica, grande insettivoro che non disdegna piccoli frutti e semi, che predilige boschi di querce nidificando in cavità di tronchi e ceppi.

Altro uccello degno di nota è il merlo acquaiolo. Esso vive in vicinanza dei corsi di corsi d’acqua corrente soprattutto nei veloci torrenti di collina e montagna. Cattura le sue prede sul fondo del torrente rovesciando con grande abilità i sassi che nascondono le sue prede costituite principalmente da insetti acquatici e loro larve. Specie solitaria si riunisce solo durante il periodo della riproduzione. Il nido è di forma sferica e viene costruito principalmente da muschio sotto le cascate o fessure rocciose.

Altro uccello frequentatore dei torrenti è il Martin pescatore che con grande abilità cattura piccoli pesci e granchi che costituiscono la sua dieta principale.

Rettili

Tra i rettili sono presenti: la biscia dal collare, grande nuotatrice che si nutre esclusivamente di anfibi e pesci. La sua lunghezza può raggiungere 1,5. Non ha il morso velenoso e si difende raramente mordendo. Il suo nome è dovuto al caratteristico collare di colore giallo dietro alla testa;  la lucertola sicula, endemica della Sicilia, il geco, il gongilo, la vipera, il biacco e il magnifico colubro leopardino, scambiato spesso con la vipera ma si differenzia da questa dalla livrea dai bei colori che consiste in una fila di macchie da marrone a rosso bordate di nero sul dorso e una fila di macchie scure sui fianchi. Specie poco aggressiva che quasi sempre si difende scappando. Si nutre principalmente di topi di campagna e arvicole.

Anfibi

Tra gli anfibi si segnala il rospo comune, specie protetta dalla convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore. Nella vallata ad oriente di Santa Maria del Bosco, nei pressi di Santa domenica Vittoria è stato dedicato, dall’Associazione Nazionale Giacche Verdi di Bronte, un percorso didattico dedicato ad esso.

Pesci

Tra i pesci si segnalano la tinca e la trota.

Insetti

Tra gli insetti, degna di nota coleottero che prende il nome dalla capacità di espellere dalla bocca l’emolinfa di colore rosso come segno di avvertimento quando minacciato. Di colore scuro nero, bluastro ha le elitre (ali) saldate, pertanto non utili al volo. Presenti anche le libellule: come la Calotterige splendente dalla caratteristica colorazione metallica blu-verdi; la Escna azzurra una delle specie europee di libellule di maggiori dimensioni. È un attivo e vivace predatore, sia nella fase larvale che in quella adulta. Nella prima fase larvale vive in acqua nutrendosi di vermi e crostacei e girini. Da adulto è un abile cacciatore di insetti che afferra al volo.

Funghi

Tra i funghi tipici di queste aree, ricche di ambienti ripariali, si segnala il Gyrodon lividus. Si tratta di una specie che forma micorrize (Le micorrize, dal greco: Mikos = fungo e Rhiza = radice) sono associazioni simbiotiche tra funghi del terreno e radici non lignificate delle piante. Brevemente, la pianta ospite cede al fungo materie organiche, ricevendo in cambio maggiori assorbimenti di elementi nutritivi. Questo processo simbiotico è esclusivo solo con gli ontani e compare preferibilmente durante l’autunno. Può essere considerata una specie rara e da proteggere.

Indirizzo

95036 Randazzo CT

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