Madonie: Gli Itinerari Geologici Urbani

Itinerario Geologico Urbano Petralia Sottana

Il percorso geologico di Petralia Sottana ha un andamento semplice, coinvolgente, proprio dentro il centro urbano e nelle immediate vicinanze, unisce motivi di interesse scientifici (geologici, idrogeologici, paleontologici, geomorfologici) ed etno-ambientali (cultura della pietra, leggende, antichi attrezzi, sculture). Il viaggio alla scoperta di fossili ed eventi geologici è stato realizzato interagendo con il Museo Geologico del Geopark e l’Etno-Museo “’u Parmintieddu”; quest’ultimo dedicato soprattutto agli aspetti della cultura popolare e dei mestieri legati alle rocce. In particolare, agli scalpellini abituati a cercare venature e “uocchi” (la cultura popolare considera i cristalli come “occhi” di una materia viva) non sfuggiva certo la presenza di misteriose forme fossili: conchiglie, strani fiori, foglie e forme fantastiche. Materiali che a loro volta trovavano svariati impieghi come nel personaggio con una conchiglia di pietra sulla testa utilizzato come decorazione di un anello per legare i cavalli, la cosiddetta “’a cruocchila di San Japicu”. Gli affioramenti calcarei su cui è edificato buona parte del centro storico di Petralia Sottana sono costituiti in prevalenza da piccole colonie di coralli costruttori completamente fossilizzate, risalenti a circa 8-10 milioni di anni fa. Inoltre, strato su strato, si possono osservare, fossilizzate, ricche faune marine con molluschi, ostracodi, resti di echinidi e foraminiferi. Le comunità delle Madonie chiamano affettuosamente Petralia Sottana “Giglio di Roccia”, rimandando alle pietre e all’acqua cui è legata la sua storia, sin dalle origini.

Museo Antonio Collisani

I locali dell’ex carcere cittadino di Petralia Sottana accolgono il Museo Civico Collisani. La struttura espositiva prende il nome dall’archeologo dilettante che, con passione e ostinazione, nell’estate del 1936, a soli 25 anni, riuscì a scoprire nel costone roccioso sotto Petralia una grotta della cui esistenza in paese si parlava da sempre: la cosiddetta “grotta del Vecchiuzzo”. Al suo interno furono trovati reperti preistorici e una grande quantità di ceramiche. Ai visitatori il museo propone una ricca collezione geologica chiamata “Geopark Giuseppe Torre” (dedicata ad un geologo del paese) e una sezione archeologica che accoglie i reperti della preziosa collezione Collisani. Dalla roccioteca (esposizione di rocce sedimentarie, rappresentative delle Madonie, tutte formatesi in ambiente marino) si passa alla sala interattiva (destinata ai ragazzi); fino alla sala salgemma (dedicata ad uno dei giacimenti più ricchi d’Europa, che si trova a poca distanza dal paese, in località Raffo).

Itinerario Geologico Urbano Sclafani Bagni

La rocca su cui sorge l’abitato di Sclafani Bagni è riconducibile a una singolare morfologia; le rocce che lo costituiscono rappresentano, geologicamente, una successione di litologie bacinali del Dominio Imerese, che abbracciano un arco di tempo che va da oltre 200 milioni sino a circa 24 milioni di anni fa. Queste formazioni sono rappresentate, dal basso verso l’alto, dalla successione di strati di calcari con liste e noduli di selce; di calcari dolomitici; di marne e argilliti silicee a radioraliti con intercalazione di brecce calcaree risedimentate; di calcilutiti e marne rossastre con intercalazioni biocalcarenitiche. Entrando dalla porta principale della fortificazione e ammirando la chiesa Madre di origine medievale, il sentiero ci porta verso il punto panoramico posto all’altezza dei ruderi del castello. Da qui possiamo ammirare un quadro d’insieme abbastanza ampio della geologia di quest’area. Infatti, si possono scorgere, nettamente ribassati, sedimenti sempre più giovani, muovendosi verso nord-ovest lungo l’asta fluviale dell’Imera Settentrionale. Spostandosi verso la chiesa di San Filippo incontriamo affioramenti di argilliti silicee e radiolariti rosso vinaccia. Questo affioramento presenta una particolarità: è completamente tettonizzato e la stratificazione appare molto piegata e frammentata, facendo scorgere anche della calcite di seconda precipitazione.

Itinerario Geologico Urbano Isnello

Questo percorso cittadino è stato realizzato per valorizzare la Gola d’Isnello; un geosito limitrofo creato dall’azione erosiva delle acque del torrente Isnello sulle rocce calcareo-dolomitiche del Dominio Panormide, risalente al periodo tra il Triassico superiore ed il Giurassico inferiore. La “Gola” separa l’abitato dalle aree più alte del Massiccio di Pizzo Dipilo e le sue pareti sono caratterizzate da ben visibili accumuli di detriti (pietre e ghiaie in diverse pezzature) dovuti alla frammentazione delle rocce a causa dell’alternarsi gelo-disgelo, unito all’erosione superficiale. Percorrendo il sentiero, in prossimità della valle, sono visibili dei piani di faglia: la prova visiva dei fenomeni di deformazione che le rocce hanno subito nel corso dei secoli. La filosofia di questo sentiero geologico urbano è quella di mettere in evidenza il forte legame roccia-uomo presente nelle Madonie. Ad Isnello, in particolare, il passaggio quasi magico dal “percorso cittadino” ai paesaggi d’alta montagna della periferia, rimandano alle scelte del passato di ubicare il “centro storico” in un luogo geomorfologicamente adatto ad un insediamento umano. Parliamo, infatti, di un sito provvisto di difese naturali e acqua, molto importanti per il mantenimento e lo sviluppo della comunità. Il sentiero conduce ai ruderi del castello medievale da cui si può godere di un magnifico panorama; da qui, passando a fianco alle chiese di Santa Maria Maggiore e di San Michele, attraverso il centro storico di Isnello, si giunge alla “Gola” che, accanto alle strutture geologicamente significative, offre suggestivi scorci naturali.

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