Madonie: Il Paesaggio Cosmico

Il cielo delle Madonie

Immersi nel silenzio della notte, circondati da una oscurità amica, basta alzare gli occhi al cielo e perdersi nella sua immensità. Atomi di un grande disegno, così ci si sente davanti alla grandezza della volta celeste che ci troviamo davanti agli occhi, incapaci di contenerla tutta in un singolo sguardo. La porzione di cielo sopra Isnello, ma in generale l’intera volta celeste che sovrasta le Madonie, grazie alla limpidezza dell’aria e alla lontananza da fonti estranee o inquinanti, sono la cornice perfetta per osservare stelle difficilmente visibili in altri luoghi, i pianeti, individuare le costellazioni familiari e perdersi nell’immensità dell’universo”. Isnello è un piccolo Comune del comprensorio del Parco delle Madonie, situato a 550 metri sopra il livello del mare, tra la costa di Cefalù e i monti del Carbonara, che nel punto più alto sfiorano i 2mila metri. In questa vallata è nata l’idea di realizzare un Centro di eccellenza per la ricerca, la didattica e la divulgazione delle scienze astronomiche. La sommità di monte Mufara, a quota 1.865 metri, infatti, ospita il telescopio del GAL Hassin. L’importante strumentazione è solo uno dei punti di forza del Parco Astronomico, che è giunto alla fase realizzativa dopo un lungo percorso di progettazione e costruzione: individuato come sito negli anni Settanta, venne definitivamente tradotto in progetto a metà degli anni Novanta, per essere inaugurato nel 2016. La particolarità e la straordinaria risorsa del cielo delle Madonie hanno fatto del centro ricerca un bene ambientale da tutelare e rispettare che, grazie allo straordinario successo del parco astronomico, è diventato sempre più un punto di riferimento per la ricerca scientifica e un’occasione di rilancio per lo sviluppo turistico dell’intero comprensorio. La scienza astronomica permette il godimento della natura incontaminata e richiede tempi dilatati, così da regalare un senso di quiete ed appagamento alla vista così come all’anima. A testimonianza del successo e della forza attrattiva del centro, basta citare il numero relativo alle presenze registrate: ad oggi, oltre 60 mila presenze tra studiosi, semplici curiosi e scolaresche hanno visitato il Centro. Sotto l’immenso cielo delle Madonie.

Il Parco Astronomico più grande del Mediterraneo

Partendo dalla preziosa risorsa naturale che è il cielo delle Madonie, si giunge alla nascita del GAL Hassin – Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche di Isnello. Un traguardo che punta a unire la ricerca scientifica di frontiera con la didattica e la divulgazione delle scienze astronomiche, diventando punto di riferimento di un vastissimo territorio. Il Parco Astronomico GAL Hassin si compone di più strutture interconnesse tra di loro: una stazione di osservazione con un telescopio riflettore a grande campo Wide-field Mufara Telescope (WMT), ultimata nel 2020, che ha regalato a Monte Mufara (alto 1865 m) il titolo di stazione osservativa più alta d’Italia; una stazione operativa per il controllo remoto del telescopio e per lo svolgimento delle attività di ricerca astronomica, dotata di laboratori ottici, meccanici, elettronici e foresteria in località Mongerrati, ai confini dei Comuni di Collesano e di Gratteri; una struttura destinata all’educazione e alla valorizzazione, in prossimità del centro abitato di Isnello, in Contrada Fontana Mitri. La folla di ricercatori, scienziati, ospiti illustri, personalità dell’astronautica, scolaresche e migliaia di appassionati sono stati il sigillo sul successo ottenuto dal GAL Hassin. La scienza ha ripagato simbolicamente tanto interesse chiamando “28007 GAL Hassin” l’asteroide 1997 XO10 e “6168 Isnello” l’asteroide 1981 EB1, entrambi della Fascia Principale degli Asteroidi tra i pianeti Marte e Giove.

Il planetario, primo passo verso le stelle

Il Planetario è una struttura destinata alla didattica e alla divulgazione, dotata di un software digitale, con una cupola di 10 metri e una capienza di 67 posti. Con il Planetario si esplorano regioni vicine e incredibilmente lontane del cosmo, i visitatori si trovano ad entrare nel buco nero o nel gas interstellare della nostra Galassia, a passeggiare sulla Luna e ad attraversare gli anelli di Saturno. L’osservazione del cielo, compiuta con i più grandi telescopi sia terrestri che spaziali, viene elaborata con i software di ultima generazione per i planetari permettendo di ricreare i primissimi istanti di nascita del nostro universo, zone del nostro Sistema Solare e della nostra Galassia mai viste ad occhio nudo, al limite dell’immaginazione.

La terrazza osservativa

Dalla Terrazza osservativa, numerosi telescopi scrutano le profondità del cielo, così come i dettagli della superficie del Sole con opportuni filtri. Le osservazioni del cielo sono accompagnate dalle narrazioni degli oggetti che si osservano, dei fenomeni in corso, dell’attività solare in tempo reale. La Terrazza osservativa, dotata di copertura mobile, è il punto di partenza per esplorare le regioni più interessanti del cielo, utilizzando strumentazioni che permettono di andare lì dove il nostro occhio non riesce ad andare. Comete e asteroidi, nuovi mondi attorno a stelle lontane, galassie che si stanno fondendo con altre galassie, stelle doppie o stelle triple nei dintorni del Sole, ammassi stellari, nebulose planetarie, la nascita di nuove stelle, supernovae: numerosi sono gli oggetti che possiamo osservare da Isnello.

Il parco del tempo e dello spazio

Le strutture e i colori del Parco dello Spazio e del Tempo sono un invito alla scoperta. Protagonista di questo viaggio a ritroso nel tempo è la volontà del genere umano di misurare lo scorrere del tempo mediante l’ombra del Sole proiettata sul terreno e studiata attraverso bastoni e linee di riferimento. I visitatori possono così entrare in un vero e proprio laboratorio astronomico all’aperto: orologi solari, il cerchio di Ipparco, il plinto di Tolomeo e la rosa dei venti, apprendendo concetti legati al moto apparente del Sole e delle stelle nel percorso diurno e notturno, mensile e annuale, il moto di rotazione della Terra e la sua inclinazione. Un immenso laboratorio a cielo aperto che racconta come il cielo immutabile degli antichi è tutt’altro che immutabile, la Terra non è al centro del mondo e le stelle non sono fisse.

Il grande osservatorio su monte Mufara

La scelta di Monte Mufara come sito osservativo ideale risale all’inizio degli anni Settanta quando la Comunità astronomica italiana era alla ricerca di un sito per il Telescopio Nazionale Galileo (TNG), collocato poi nell’Isola di La Palma, Canarie. Condizioni favorevoli di limpidezza del cielo e di inquinamento luminoso unite alle correnti ascensionali ottimali rendono Monte Mufara il sito perfetto per la ricerca astrofisica. Lo strumento che fa dell’osservatorio un centro di eccellenza in ambito astrofisico è il telescopio prototipo mondiale a grande campo di un metro, il Wide-field Mufara Telescope (WMT). Nel Centro didattico e divulgativo del GAL Hassin, il Galhassin Robotic Telescope (GRT) è un telescopio robotizzato e fruibile in remoto utile non solo per l’ambito didattico e divulgativo ma anche per la ricerca di asteroidi, detriti spaziali e pianeti extrasolari. Il WMT, in particolare, nel momento in cui entrerà in funzione, permetterà alla Comunità Scientifica internazionale di studiare pianeti extrasolari in orbita attorno a stelle vicine, monitorare stelle variabili e nuclei galattici attivi, compiere osservazioni fotometriche degli asteroidi della Fascia Principale, oltre al monitoraggio dei detriti spaziali. Nel prossimo futuro, l’innovativo FlyEye dell’Agenzia Spaziale Europea, collocato su Monte Mufara, lavorerà in sinergia con il WMT alla ricerca di asteroidi anche potenzialmente pericolosi per la Terra.

www.visitmadonie.info