Basilica di Maria SS. dell’Elemosina

Basilica di Maria SS. dell’Elemosina

Basilica di Maria SS. dell’Elemosina

Piazza Collegiata, 16, 95033 Biancavilla CT, Italia

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La costruzione della chiesa ebbe inizio con ogni probabilità tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, subito dopo la fondazione della città nel 1488.

La costruzione della chiesa ebbe inizio con ogni probabilità tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, subito dopo la fondazione della città nel 1488. Non sappiamo quali fossero la forma e la tipologia della chiesa originaria, inizialmente dedicata a S. Caterina d’Alessandria, anche se è lecito pensare che si trattasse di un edificio a croce greca con l’abside orientata ad est, secondo la tradizione bizantina. È quindi molto probabile che l’attuale cappella di San Placido (Patrono della città) fosse parte integrante dell’antica chiesa e che il transetto (o parte di esso) esistesse già prima del Seicento.

Nel corso del XVII secolo l’edificio venne ampliato con l’aggiunta delle tre attuali navate, allungate poi di altre tre campate nel Settecento. La chiesa raggiunse così le attuali dimensioni assumendo una pianta a croce latina. In questo stesso periodo il soffitto in legno fu sostituito dall’attuale volta a botte lunettata. Il prospetto, invece, venne ultimato solo alla fine dell’Ottocento, con la costruzione del monumentale campanile, opera dell’arch. milanese Carlo Sada; la cupola, costruita ed affrescata nella prima metà dell’Ottocento, crollò rovinosamente dopo soli tre mesi dall’inaugurazione (forse a causa di gravi difetti nella realizzazione) e da allora non venne più ricostruita.

Le tre navate furono riccamente ornate da stucchi dorati alla fine del ’700 e sono separate da grandi pilastri su cui poggiano archi a tutto sesto; da essi pendono lampadari in vetro di Murano offerti come ex voto alla Madonna dell’Elemosina nella metà del XIX secolo. La navata maggiore è conclusa dal presbiterio absidato, separato dal transetto tramite una ricca balaustra in marmo. Nel coro sono collocati stalli lignei del 1740, decorati a bassorilievo. Dietro l’altare maggiore è ospitato il grande organo a canne “Serassi”, costruito nel 1863.

A destra dell’altare maggiore si apre la cappella absidata barocca dedicata alla Madonna dell’Elemosina, protettrice ab immemorabili della città, arricchita da marmi e stucchi dorati e chiusa da un’alta cancellata barocca in ferro battuto, con lampadari votivi in bronzo perennemente accesi. Nella cappella è ospitato l’altare settecentesco, in marmi policromi scolpiti e intarsiati, che custodisce la miracolosa icona bizantina di Maria SS. dell’Elemosina. Dipinta su tavola in legno di cedro del Libano, risale probabilmente al XIV secolo ed appartiene alla scuola greco-albanese. È oggetto di venerazione ininterrotta sin dalla fine del XV secolo ed ha ricevuto il titolo di “Custode delle genti dell’Etna”. A sinistra si trova invece l’abside con l’altare del Santissimo Sacramento.

Nel transetto sinistro si apre un grande portale in legno massiccio che dà accesso alla cappella barocca dedicata a San Placido martire, Patrono della città dal 1709. L’interno fu interamente affrescato nel XVIII secolo dal pittore Giuseppe Tamo da Brescia con scene della vita del santo benedettino: particolarmente degne di nota le raffigurazioni del Martirio sopra l’ingresso e dell’Apoteosi del santo sulla volta.

Il fastoso ed elaborato altare barocco racchiude dietro una porta dorata le reliquie e la settecentesca statua lignea del santo, portate in processione durante la festa patronale il 5 e il 6 ottobre di ogni anno. L’altare è coronato da putti che reggono i simboli abbaziali ed è inquadrato da quattro colonne, le più interne con base decorata a bassorilievo e fusto tortile, le più esterne lisce.

Sulla parete destra della cappella, sopra un classico altare in marmo, è collocata la grande tela settecentesca dipinta dal Tamo raffigurante il Patrono affiancato da San Francesco e San Filippo Neri e, nella parte alta, all’interno di un ovale sorretto da angeli, l’immagine della Madonna dell’Elemosina. Dietro la tela, una nicchia ospita la cinquecentesca statua lignea del santo, in abiti spagnoli. Nella parete destra è invece esposto un dipinto in cui sono rappresentati la Madonna con il Bambino affiancata da san Luigi Gonzaga e sant’Ignazio di Loyola. La cappella custodisce anche l’urna con il simulacro settecentesco del Cristo morto e la torcia lignea, entrambe portate in processione la sera del Venerdì Santo.

Lungo le navate laterali si succedono altari sormontati da altre tele sei-settecentesche, una nicchia che custodisce il fonte battesimale, un’altra che racchiude il simulacro settecentesco di San Biagio, il grande altare della Sacra Famiglia e l’altare che ospita il Crocifisso ligneo, opera settecentesca del canonico Portale.

Indirizzo

Piazza Collegiata, 16, 95033 Biancavilla CT, Italia

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