Bosco di Aci

Bosco di Aci

Bosco di Aci

Bosco Aci, Via Messina Sacerdote, 6, 95025 Santa Maria La Stella CT, Italia

Aci Sant'Antonio > Bosco di Aci

Il Bosco di Aci affonda le sue radici in tempi antichissimi, ben prima della nascita dei borghi circostanti. Un tempo era attraversato dalla strada consolare Pompea, l’antico collegamento romano tra Messina e Siracusa, che lo rese un luogo strategico per i commerci ma anche teatro di imboscate e leggende di briganti. Colpito da colate laviche […]

Il Bosco di Aci affonda le sue radici in tempi antichissimi, ben prima della nascita dei borghi circostanti. Un tempo era attraversato dalla strada consolare Pompea, l’antico collegamento romano tra Messina e Siracusa, che lo rese un luogo strategico per i commerci ma anche teatro di imboscate e leggende di briganti. Colpito da colate laviche nel 394 a.C. e nel 1329, il bosco è citato dalle cronache a partire dal XIV secolo, quando si estendeva per circa 30 km² e arrivava fino all’attuale piazza Duomo di Acireale. Nei secoli successivi divenne una preziosa risorsa economica, ma non perse il suo fascino di luogo misterioso: ancora oggi si racconta la vicenda del magistrato catanese Cosima Nepita, assassinato dai briganti, a cui è legato il toponimo “Passo di Nepita”.

Tra il Seicento e l’Ottocento il bosco fu protagonista di eventi storici e di grandi trasformazioni. Nel 1675 fu teatro della resistenza degli acesi contro l’esercito francese, mentre nel Settecento iniziò un vasto processo di disboscamento che trasformò molte aree in vigneti. Nel tempo la foresta si frammentò, ma i suoi lembi superstiti conservano ancora oggi un grande valore naturalistico e storico, rappresentando una rarità nella fascia pedemontana etnea ormai molto urbanizzata.

Passeggiando nelle zone ancora integre – come Fleri, Pisano Etneo, Santa Maria degli Ammalati, Monterosso e Cosentini – si possono ammirare querce, cerri e castagni, insieme alle tipiche essenze mediterranee come alloro, pistacchio, leccio, lentisco ed euforbia. Il bosco regala spettacoli naturali in ogni stagione: in autunno il sottobosco si colora di ciclamini napoletani, mentre in primavera sbocciano gli eleganti fiori bianchi del genere Allium e l’anemone hortensis, rendendo la visita un’esperienza unica tra natura, storia e tradizioni.

All’interno del Bosco non sarà possibile accendere dei fuochi e utilizzare la brace, ma è possibile farlo nell’area barbecue esterna allo stesso (dotata anche di panchine), area che si trova all’uscita dal Casale Boscarino ed è accessibile da via Vitalba.
Si ricorda che nel Bosco non è possibile gettare rifiuti, che se prodotti vanno smaltiti nei contenitori esterni. Inoltre non si possono danneggiare piante e fiori, non è possibile prelevare nulla, né disturbare la fauna o distruggere nidi; non si può uscire dai sentieri e non è possibile utilizzare mezzi motorizzati. I cani, infine, vanno tenuti al guinzaglio.

 Associazione “Salviamo i boschi” – Custodi del bosco

Indirizzo

Via Sacerdote Messina (nella frazione di Santa Maria La Stella)
Piazza G. Carducci (nella frazione di Lavinaio, detta "Tre piazzette")

Orari

07:30 - 11:30
15:30 - 18:30

338 243 3230
salviamoiboschiodv@gmail.com
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