Casino dei Civili

Casino dei Civili
Corso Umberto, 200, Bronte, CT, Italia
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Oggi denominato “Circolo di Cultura E. Cimbali”, è uno dei sodalizi più antichi della Sicilia e si può ben dire che la sua vicenda ha fatto parte integrante della recente storia di Bronte.
Oggi denominato “Circolo di Cultura E. Cimbali”, è uno dei sodalizi più antichi della Sicilia e si può ben dire che la sua vicenda ha fatto parte integrante della recente storia di Bronte. Non conosciamo l’esatta data della sua fondazione perché qualsiasi documento sulla sua storia è andato distrutto in occasione di due tragici episodi.
Una prima volta durante i Fatti dell’agosto del 1860, quando il saccheggio e l’incendio appiccato ai locali dai popolani brontesi in rivolta distrusse ogni cosa e la folla inferocita provocò la morte di 16 “Civili”; e, successivamente, il 5 agosto 1943 con i bombardamenti Alleati che fecero crollare l’edificio seppellendo per sempre fra le sue rovine ogni residua testimonianza storica.
Molto probabilmente la nascita del Casino di compagnia dei Civili può farsi risalire all’epoca della Compagnia dei Bianchi, fondata a Bronte nel 1652 col titolo di Confraternita “Maria SS. del Rosario”, della quale potevano fare parte solamente “gentiluomini di provata onestà”. La Compagnia gestiva ed amministrava anche un piccolo ospedale per i poveri che sorgeva nel fabbricato dove storicamente ha sempre avuto la sede il Circolo. Con il lascito testamentario dell’illustre giureconsulto e parlamentare brontese don Lorenzo Castiglione Pace, barone di Pietra Bianca, morto nel novembre del 1679, gli amministratori ed i rettori della Compagnia dei Bianchi costruirono un nuovo ospedale “sulle fabbriche del vecchio”. L’edificio divenne anche la nuova residenza della Compagnia e qualche sua stanza, si pensa, possa essere stata anche la sede del Casino di compagnia dei Civili. Da quasi un secolo il Casino ha cambiato nome ma la sede è sempre quella. Non ha cambiato, invece, denominazione la scalinata che immette nella piazzetta antistante il Circolo perché continua a chiamarsi via Ospedale Vecchio.
La nuova denominazione in “Circolo di Cultura” viene acquisita nel 1889 quando i soci ottennero la piena proprietà dei locali. Un anno dopo, la Congregazione di Carità, subentrata alla Compagnia dei Bianchi nella gestione dell’adiacente ospedale, cedeva la restante parte degli attuali locali in enfiteusi, affrancata trenta anni più tardi con regolare atto notarile.
La frequentazione era riservata esclusivamente ai borghesi; a tutti gli appartenenti ai ceti meno abbienti non restava che associarsi ad altri sodalizi come la Società Unione Popolare, la Società di M. SS. Annunziata, la Società Agraria, la Lega Democratica Cristiana, la Lega dei Contadini, la Società degli Onesti Operai. Nel 1921 il Circolo fu intitolato ad Enrico Cimbali, insigne giurista e giovanissimo professore di Diritto Civile nelle Università italiane (morto a soli 31 anni nel 1887 a Messina).
Qualche anno dopo, con l’avvento del fascismo, i dirigenti dell’epoca sostituirono ancora una volta la denominazione in “Circolo del Littorio” o “Casa del Fascio”. Il Regime ne fece la sua Casa che aprì ad una più larga schiera di soci, purché si iscrivessero al Partito volontariamente o per imposizione, fino a quando il bombardamento non lo ridusse ad un cumulo di macerie e, alla fine degli anni ’40, se ne cominciò la ricostruzione.
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