Castagno dei 100 cavalli

Castagno dei 100 cavalli
Via Castagno 100 Cavalli, 23, 95010 Sant'Alfio CT, Italia
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Albero plurimillenario (la sua età si aggira tra i 3600 e i 4000 anni), è ubicato in contrada Carpineto.
Albero plurimillenario (la sua età si aggira tra i 3600 e i 4000 anni), è ubicato in contrada Carpineto. La sua storia si fonde con la leggenda secondo cui la regina Giovanna I d’Angiò col suo seguito di cento cavalieri si riparò da un improvviso temporale proprio sotto la sua imponente chioma.
Stando alla tesi del botanico torinese Bruno Peyronel, potrebbe essere l’albero più antico d’Europa ed il più grande d’Italia (1982). Le prime notizie storiche sono documentate già nel XVI secolo. Nel 1611 ne parlò Antonio Filoteo, mentre nel 1636, ne «Il Mongibello», Pietro Carrera descrisse maestoso il tronco e l’albero «…capace di ospitare nel suo interno trenta cavalli». Il 21 agosto 1745 venne emanato un primo atto dal «Tribunale dell’Ordine del Real Patrimonio di Sicilia», con il quale si tutelava istituzionalmente il Castagno dei Cento Cavalli ed il vicino Castagno Nave. In virtù del periodo storico (fine del XVIII secolo), questo documento si configura tra i primi atti – se non il primo in assoluto – di tutela ambientale prodotti in Sicilia. L’insigne naturalista catanese Giuseppe Recupero in «Storia naturale e generale dell’Etna» descrisse accuratamente l’albero fornendo anche diverse dimostrazioni sulla unicità della pianta (allora era in discussione se fossero più piante).
È stato ritratto anche da molti viaggiatori del Grand Tour, fra i quali Patrick Brydone e
Jean Houel. Quest’ultimo, nel 1787, lo descrisse e ritrasse nel Voyage de la Sicile, de Malta e Lipari. Inoltre, è stato oggetto di studio da Alberto Fortis in Della coltura del castagno (1780). Nel 1923 il tronco principale fu intaccato da un incendio.
Il fondo dove sorge il castagno era di proprietà della nobile famiglia santalfiese Caltabiano e venne usato come luogo di conviviali e banchetti per ospiti illustri. Nel 1965 fu dichiarato monumento nazionale e solo dopo alcuni enti avviarono una serie di studi per la sua tutela. Il programma televisivo scientifico Super Quark, trasmesso sul canale Rai Uno, studiò il DNA prelevato dal castagno e, in base ai risultati ottenuti, poté affermare che potrebbe avere la più grande circonferenza del mondo. Tra il 28 settembre ed il 1º ottobre 2006 si svolse a Sant’Alfio il Convegno Internazionale L’Unesco e la tutela dei Beni Ambientali per uno sviluppo sostenibile: Il Castagno dei Cento cavalli che si concluse con la dichiarazione dell’albero come Monumento messaggero di pace.
Il castagno (Castanea sativa), che misura circa 22 m di circonferenza del tronco per 22 m d’altezza, nel 1982 è stato inserito dal Corpo Forestale dello Stato nel patrimonio italiano dei monumenti verdi, forte di 22.000 alberi di notevole interesse, ed evidenziato tra i soli 150 di eccezionale valore storico o monumentale.
Nelle sue vicinanze, a circa quattrocento metri, si trova un altro castagno con almeno mille anni di vita, il Castagno Nave (chiamato anche Castagno S. Agata o Arrusbigghiasonnu – risveglia sonno -: forse per il cinguettio degli uccelli o forse per le fronde basse che destavano improvvisamente dal sonno qualche carrettiere passante).
L’albero è anche l’emblema del Comune perché raffigurato nello stemma civico.
- Indirizzo
Via Castagno 100 Cavalli, 23, 95010 Sant'Alfio CT, Italia
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