Chiesa del Sacro Cuore

Chiesa del Sacro Cuore

Chiesa del Sacro Cuore

Corso Umberto, 275, 95034 Bronte CT, Italia

Bronte > Chiesa del Sacro Cuore

È posta al centro del prospetto del Collegio Capizzi fra l’ala antica settecentesca e quella neoclassica.
Notevoli le vetrate istoriate e la cantoria sorretta da due colonnine sottili in ghisa.

È posta al centro del prospetto del Collegio Capizzi fra l’ala antica settecentesca (progettata dal Marvuglia e realizzata dal ven. Ignazio Capizzi) e quella neoclassica.
Rispetto alle due ali del Collegio, assume una funzione centrale, quasi ad intermediare tra due momenti storici e tra due stili architettonici ben definiti.

Fu voluta dal Rettore del Collegio, Giuseppe Prestianni, ed eretta in gran parte sull’area dell’antica Cappella di San Rocco, menzionata nel corso della visita pastorale a Bronte dell’arcivescovo di Monreale, Mons. Torres, del 1574 e della quale si hanno notizie dai riveli del 1580 e dai registri matrimoniali del 1589.

La costruzione del Sacro Cuore iniziò nel 1907 e la chiesa fu aperta solenne­mente al pubblico il 15 novembre 1914 con la benedizione del vescovo ausiliare, mons. Emilio Ferrais.

Le decorazioni del prospetto e quelle interne, di stile barocco-rinascimentale, furono realizzate dal catanese Giuseppe D’Arrigo su disegno dell’ing. Sciuto Patti; la struttura e la composizione architettonica è opera del Caselli. Le statue del Sacro Cuore, di Sant’Eligio e di San Rocco furono realizzate dal laboratorio romano Zanazio.

La composizione e la maggiore altezza della chiesa rispetto al Collegio, la rendono visivamente autonoma ed emergente rispetto alle volumetrie dell’isolato.

Nella facciata, alla scansione libera e moderna di superfici piane alternate a bugnato finto si contrap­pongono elementi decorativi classici. L’architrave triangolare a linee spezzate del portale è sostenuto da due belle colonne basaltiche impostate su piedistalli prismatici. Sopra le massicce parastre d’angolo, il disegno dell’architrave è ripreso nel cornicione e chiude la facciata in alto.

Nell’interno, a forma rettangolare con aula absidale, la navata unica è segnata da due grosse lesene riprese da grandi fasce anche sulla volta e dalle decorazioni con stucchi dorati d’ispirazione barocca con elementi rinascimentali e classici. La chiesa ha cinque altari in marmi policromi, opera dell’artigiano marmista Domenico Spampinato e vi si custodiscono diverse tele di inizio Novecento.

Notevoli le vetrate istoriate e la cantoria sorretta da due colonnine sottili in ghisa.

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