Chiesa di Santa Maria di Maniace

Chiesa di Santa Maria di Maniace
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Inglobata nelle volumetrie del complesso della Ducea di Nelson, sorse unitamente all’abbazia benedettina intorno al 1173. Come si usava all’epoca, l’abbazia e la chiesa vennero dotati di castello o torre difensiva.
Inglobata nelle volumetrie del complesso della Ducea di Nelson, sorse unitamente all’abbazia benedettina intorno al 1173 sulle rovine di una preesistente costruzione basiliana, per durevole memoria della battaglia vinta da Giorgio Maniace contro i Saraceni. Come si usava all’epoca, l’abbazia e la chiesa vennero dotati di castello o torre difensiva.
Alla chiesa si accede da un piccolo cortile intercluso fra la facciata principale e la porzione porticata della Ducea. Esternamente è visibile soltanto il prospetto sinistro nella parte mediana del perimetro; i prospetti laterali sono caratterizzati da finestre ogivali con strombatura modellata in laterizio e da una smensolatura di elementi lavorati in pietra lavica; sul prospetto posteriore sono visibili gli archi ogivali di collegamento con le parti absidali.
La chiesa è uno splendido esempio di architettura normanna, con un prezioso e mirabile portale in calcare, opera di grande valore artistico risalente probabilmente ai primi anni della fondazione dell’abbazia. La volumetria rientrata ogivale, la cornice adornata di vari condoni vagamente sagomati e sporgenti, le modanature, i due gruppi di colonnine laterali lisce e rotonde, costruite con pietra arenaria, marmo e granito, che sorreggono il grande arco, gli ornati ricamati e i capitelli che raccordano la struttura presentano un modulo stilistico che rimanda ad analoghe opere eseguite a Monreale, sede della sua antica giurisdizione vescovile o in altre chiese e monasteri benedettini sorti nel XII secolo in Sicilia. L’interpretazione di alcune scene scolpite rimane ancora oggi molto misteriosa.
Le tre navate interne sono sorrette da poderosi pilastri in pietra lavica e contengono quadri di grande valore, tra i quali un trittico gotico. Il devastante terremoto del 1693 colpì specialmente la struttura del monastero posta ad oriente, facendo rovinare la grande torre di difesa attaccata all’abside della chiesa e l’abside stessa i cui resti sono oggi visibili, portati alla luce dagli scavi effettuati all’interno del granaio.
Dal 1693 fino ai primi anni dell’Ottocento, quando fu ristrutturata e profondamente trasformata dagli eredi di Nelson, la chiesa rimase in stato di abbandono.
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