Convento dei Cappuccini

Convento dei Cappuccini

Convento dei Cappuccini

Piazza Cappuccini, 11, 95034 Bronte CT, Italia

Bronte > Convento dei Cappuccini

La chiesa, costruita unitamente al convento, si presenta in bella posizione prospettica sull’omonima piazza.

Costruito nel XVII secolo, è stato per molto tempo un convento molto fioren­te. Inizialmente, i frati abitarono in un vecchio convento dei Riformati Conventuali posto sotto il colle San Marco che nel 1629 furono costretti ad ab­bandonare per le sue precarie condizioni, tanto da andare in seguito completa­mente distrutto.

Per il grande affetto che portavano ai padri cappuccini, nel 1632 i Brontesi deliberarono di costruire un nuovo cenobio in un luogo adiacente il vecchio quartiere periferico di San Silvestro, nei pressi della via che conduceva a Maletto. Per completare la fabbrica, nel settembre del 1635 fu venduto il vecchio convento (chiamato “Conventazzo”) e col ricavato, con una gabella del grano per tre anni e con altri finanziamenti offerti da privati, si portò a compimento l’opera.

Al nuovo monastero fu assegnato un sussidio di quarantaquattro onze l’anno e ben presto diven­ne un noviziato ed un centro di studi. Come risulta dai riveli di Bronte del 1714-17, nel 1714 accoglieva sedici frati e nel 1748 ventisei, dei quali quindici brontesi.

Oggi l’edificio è articolato in più volumi disposti secondo la forma a “U”. Dall’ingresso di piazza Cappuccini si accede al piccolo chiostro interno con colonnato su due lati. Al centro si trova una vasca d’acqua non più usata e agli angoli quattro palme molto alte. Dal loggiato si accede direttamente alla chiesa, alla sala grande con palco (piccolo teatro) ed ai locali di servizio conventuali. Al piano superiore lunghi corridoi disimpegnano le stanze (ex cellette per i monaci) con vista sul chiostro interno. Dal primo piano si accede alla cantoria della chiesa annessa.

La chiesa, costruita unitamente al convento, si presenta in bella posizione prospettica sull’omonima piazza. Il prospetto, semplice e d’ispirazione tardo-rinascimentale, è composto da due ordini sovrap­posti di lesene con capitelli. Un timpano triangolare con decorazioni a rilievo chiude in alto l’edificio. Nello spartito centrale, al primo piano, si apre una finestra incorniciata e sormontata da un timpano triangolare.

L’interno è ad un’unica navata e presenta una cappella laterale e sette altari con decorazioni a bassorilievo. La successione delle lesene scandisce il ritmo dei fondi pieni e vuoti nei quali sono inseriti gli altari minori. La volta è a botte.

La chiesa conserva le seguenti opere:

·         un quadro della Deposizione dove spiccano due figure di frati (San Felice da Cantalice e il beato Crispino da Viterbo);

·         una pittura del XVIII secolo rappresentante la Vergine con i Santi Fedele e Giuseppe;

·         il grande quadro dell’altare maggiore con, in alto, Santa Maria degli Angeli, in basso un gruppo di santi (Sant’Agata e San Francesco a sinistra, San Felice da Cantalice e Santa Chiara a destra) e, al centro, l’Etna fumante ed un delizioso disegno del convento e del piccolo paese di Bronte salvati dalla lava del 1654  per intercessione di S. Felice da Cantalice e di P. Paolo da Messina;

·         gli intarsi policromi dell’altare maggiore, opera di fra’ Felice Costanzo di Bronte, eseguito nello stile tradizionale degli arredi sacri dei padri cappuccini.

 

La piccola campana della chiesa è del 1614 e viene dall’antico “Conventazzo”. Nella piccola cappella laterale è conservata l’urna con la statua del Cristo Morto che prende parte alla tradizionale processione del Venerdì Santo. Inoltre, vi ha sede la Confraternita del Terzo Ordine di S. Francesco istituita nel 1863. Fino a poco tempo fa nel Convento esisteva un’antica biblioteca, con manoscritti e libri rari e pregiati, che dimostrava l’alto livello culturale raggiunto a Bronte dai frati cappuccini e il lungo contributo da loro dato all’educazione ed alla formazione dei giovani brontesi.

Nel convento, chiuso nel 2010, erano in particolare conservati manoscritti di padre Gesualdo De Luca, Custode Generale e Priore cappuccino e autore di numerose e dotte opere teologiche, canoniche e storiche.

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