Monastero San Nicola

Monastero San Nicola

Monastero San Nicola

Via dei Benedettini, 95030 Nicolosi CT, Italia

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Dal 2005 l’antico monastero ristrutturato ospita la sede dell’Ente Parco dell’Etna.

La sua nascita risale al XII secolo. In questo luogo, esistevano un’antichissima chiesetta rupestre di formazione spontanea arenosa, un ospizio per il ricovero di monaci infermi, qualche casolare e qualche stalla di proprietà di un certo Letho. Dopo la morte di quest’ultimo, nel 1156, tali beni passarono sotto la custodia del vicino monastero di San Leone del Colle Pannacchio. Nel 1205 il priorato di San Leone con annesse le sue dipendenze venne unificato al monastero di Santa Maria di Licodia che era stato costruito nel 1143 e divenuto sede abbaziale. 

Questa situazione rimase invariata fino al 1359 quando, in seguito alla nascita di alcuni cenobi vicini, l’allora vescovo di Catania, il benedettino Marziale, ordinò la costruzione di un monastero presso l’antico ospizio. Ciò nel rispetto della volontà espressa da Federico II d’Aragona che aveva manifestato il desiderio di costruire un cenobio in un posto “tanto bello e salubre”.

L’insediamento monastico divenne sede principale dei cenobi e prese il nome di San Nicolò la Rena per la devozione dei monaci al Santo e per la caratteristica terra sabbiosa (rena) che ricopriva la zona. Negli anni si espanse diventando un austero centro di vita religiosa in cui soggiornavano numerosi ospiti illustri quali la stessa Regina Eleonora d’Angiò e viaggiatori desiderosi di avventurarsi nella loro ascensione al cratere fino alla Casa degli Inglesi. Tra essi, il poeta e critico inglese Samuel Taylor Coleridge, il biologo e naturalista emiliano, Lazzaro Spallanzani, il viaggiatore inglese Thomas Watkins, il romanziere e drammaturgo francese Alexandre Dumas, nonché il Re d’Italia e principe di Piemonte Umberto di Savoia che, all’alba del 2 luglio 1862, compì l’ascensione al vulcano insieme ai fratelli Amedeo Duca d’Aosta e Oddone duca di Monferrato. 

Sul portone d’ingresso principale del monastero campeggiava lo stemma dell’ordine benedettino, un libro con il motto «Ora Et Labora». Dal 1537 ospitò Benedetto Fontanini che probabilmente qui compose il celebre “Beneficio di Cristo”.  Fu probabilmente durante il XIV secolo che attorno ad esso si sviluppò il borgo di Nicolosi. La comunità benedettina attirò una concentrazione stabile di persone impegnate in attività agricole e pastorali e, costruendo le loro case nelle vicinanze, diedero vita ad un vero e proprio borgo rurale detto di “San Nicolò” e i cui abitatori furono con l’andar del tempo chiamati “I Nicolosi”.

Colpiti ed impauriti dal susseguirsi degli eventi vulcanici del 1536-1537 e dai pericoli derivanti dalle numerose incursioni di bande di briganti, nel 1545 i monaci chiesero il trasferimento a Catania dove fondarono il nuovo e imponente complesso di San Nicolò l’Arena, tra i più grandi d’Europa. Da quel momento il monastero si avviò verso una progressiva decadenza, mentre lo sviluppo di Nicolosi continuò nonostante il susseguirsi delle calamità naturali. Furono secoli di completo abbandono per uno dei cenobi più antichi dell’Etna. La struttura, che contava numerosi ambienti come cantine (con enormi botti), dispense, stalle, cucine, saloni e una chiesa, oltre alle celle per i monaci, un grande parco alberato, frutteti, vigneti e un’immensa cisterna, fu preda dei vandali e destinata ad altri usi.

Nel 1996, per volere dell’allora arcivescovo di Catania, mons. Luigi Bommarito, i monaci Benedettini tornarono sull’Etna nel nuovo monastero dedicato al card. Giuseppe Benedetto Dusmet edificato alle spalle dei Monti Rossi.

Dal 2005, invece, l’antico monastero ristrutturato ospita la sede dell’Ente Parco dell’Etna. 

Indirizzo

Via dei Benedettini, 95030 Nicolosi CT, Italia

095 821111
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