Quattro Canti e palazzo San Demetrio

Quattro Canti e palazzo San Demetrio
Via Etnea, 49, 95131 Catania CT, Italia
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Costituiti dall’incrocio della via Etnea con la via Di Sangiuliano, i quattro palazzi presentano gli angoli smussati creando così uno spiazzo a forma ottagonale.
Costituiti dall’incrocio della via Etnea con la via Di Sangiuliano, i quattro palazzi presentano gli angoli smussati creando così uno spiazzo a forma ottagonale. Si tratta di edifici nobiliari appartenuti ai marchesi Paternò Castello di Sangiuliano (sud-est), ai duchi Paternò Castello di Carcaci (nord-est), alla famiglia Massa di San Demetrio (nord-ovest) ed al Convento di Santa Nicolella (sud-ovest). Dal 1915 al 1934
l’area fu attraversata dai binari della tranvia Catania-Acireale.
Palazzo Massa di San Demetrio occupa, quindi, l’angolo nord-ovest ed è considerato, insieme al coevo Palazzo Biscari, il maggiore esempio di architettura tardo barocca della città, oltre ad essere il simbolo stesso della rinascita di Catania non solo del dopo terremoto del 1693 ma anche del più recente secondo dopoguerra; fu, infatti, ricostruito pietra su pietra dopo che i bombardamenti del 1943 lo avevano quasi completamente distrutto. Fu il primo a risorgere dopo quel tremendo sisma per volere del Barone di San Demetrio, don Eusebio Massa, che nel 1694 pose nell’androne del nuovo edificio un’epigrafe a ricordo di quella immane tragedia e come buon auspicio per il futuro: «D.O.M. Nell’anno primo dei terremoti siciliani 1694, di nostra salute, don Eusebio Massa; B.ne della terra di S. Gregorio e ricevitore della valle dei boschi, costrusse per primo le case recenti che vedete in questo quadrivio, primizie di Catania rinascente. Ospite, da qui trai buon auspicio e vattene illeso».
Di origine genovese e ricchissima, nel XVIII secolo la famiglia Massa fu tra le più importanti a Catania e molti suoi membri ricoprirono numerose cariche pubbliche, mentre il palazzo fu continuamente ampliato con la costruzione, tra l’altro, di un teatro (uno dei pochi a Catania in quell’epoca) oggi scomparso e dove più tardi avrebbe mosso i primi passi anche Vincenzo Bellini.
Notevoli cambiamenti sono stati apportati nel corso dei secoli all’edificio, in particolare con la costruzione di un nuovo palazzo nel XIX secolo, prospettante sulle vie Manzoni, Prefettura e Sangiuliano, ad inglobare il precedente di cui però non fu intaccata la facciata sulla via Etnea e sull’angolo dei Quattro Canti. Quest’ultimo prospetto fu però modificato nel corso dei lavori di livellamento del piano stradale (1870) che in quel punto fu abbassato di circa due metri provocando una notevole alterazione delle proporzioni dell’edificio stesso con piccoli e grandi accorgimenti per riequilibrarlo con la nuova quota. Così le cornici delle botteghe appaiono assolutamente incongrue e l’abbassamento del portone è stato camuffato con una finestrella cinta di goffe decorazioni baroccheggianti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Catania fu pesantemente bombardata e il 16 aprile 1943 due bombe caddero sul palazzo sventrandolo; in piedi rimasero solo i tre balconi angolari mentre circa settanta persone rifugiatesi nell’androne perirono sotto le macerie. Nel dopoguerra fu ricostruito basandosi su foto e progetti precedenti.
- Indirizzo
Via Etnea, 49, 95131 Catania CT, Italia
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