Real Collegio Capizzi

Real Collegio Capizzi

Real Collegio Capizzi

CORSO umberto 279 bronte

Bronte > Real Collegio Capizzi

La biblioteca del Real Collegio raccoglie quasi tutte le opere che costituivano la cultura umanistica del secolo XVIII. Tra gli studenti illustri del Capizzi anche Luigi Capuana.

Il complesso monumentale, inaugurato il 12 ottobre del 1778, è frutto dell’iniziativa e della perseveranza dell’umile sacerdote brontese Eustachio Ignazio Capizzi che, durante i quattordici anni trascorsi nella diocesi di Monreale, maturò una straordinaria esperienza di fondazione e di costruzione di scuole e convitti. Il benefattore, avvertendo un importante fervore culturale che  si diffondeva nei centri maggiori della Sicilia, volle estenderlo anche a Bronte, centro agricolo dell’entroterra altrimenti condannato all’isolamento. Per istruirsi, lui stesso era stato costretto a lasciare il proprio paese natale visto che era privo di scuole, l’analfabetismo dominava incontrastato e agli studi potevano accedere solo clero e nobiltà. Da qui il disegno generoso di dotare i cittadini brontesi di un’istituzione che da oltre duecento anni consente loro di crescere culturalmente grazie anche alla capacità dei suoi dirigenti di creare un’offerta formativa ricca e all’avanguardia.

La struttura è dotata di aule scolastiche ed uffici, ricca biblioteca e cappella arredata, dormitori e cortili; un tempo c’era pure un teatro andato successivamente perduto. Ristrutturato e completato durante la breve parentesi di gestione Salesiana (1892-1914), il Collegio fu rinnovato negli interni e nelle strutture esterne anche mediante modifiche al progetto originario del fondatore e dell’architetto palermitano Marvuglia. Contro il parere di chi voleva ricomporne l’unità architettonica, addossata al monumentale edificio fu eretta anche una nuova costruzione da destinare a botteghe e locali da affittare. L’antico prospetto fu così stravolto e, come scrisse lo studioso locale Benedetto Radice, “sottomettendo il bello all’utile, la speculazione uccise l’estetica”. Nel luglio del 1943, il Capizzi fu requisito dall’autorità militare e trasformato in «ospedale militare di riserva n. 2»; venne poi parzialmente danneggiato dai disastrosi bombardamenti alleati e in un angolo devastato anche dalle mine tedesche.

L’opera di risanamento post bellico durò vent’anni.

L’edificio, a pianta quadrata con cortili interni, ha grandi dimensioni ed occupa l’intero perimetro di un grande isolato. Le mutate volumetrie urbane hanno cambiato in parte il rapporto architettonico con le costruzioni adiacenti senza però alterare i punti di vista e le prospettive. La visione ravvicinata, determinata dalla larghezza della sede stradale, consente ancora una lettura dettagliata della raffinata decorazione parietale. La parte più antica del complesso ha carattere monumentale ed è costruita su tre livelli di cui uno seminterrato (con una palestra ginnica, le cucine, la lavanderia e le stalle). Il ritmo regolare delle aperture è alternato alle forme ripetitive e geometriche delle decorazioni parietali e il coronamento in muratura (finta balaustrata) chiude la facciata. Sulle cornici e sulle trabeazioni delle finestre e sulla fascia marcapiano sono scolpiti motivi ornamentali a bassorilievo in pietra lavica di rara finezza. Ogni finestra, inquadrata da una cornice modanata, è sormontata da una trabeazione con elementi floreali al cui centro emergono festoni con cartiglio e conchiglia di gusto barocco. Al centro degli architravi risaltano alcune figure di volti umani. Due cortili interni e la “villetta” determinano l’articolazione delle aule e dei corridoi e nei locali al piano terra prospettanti su via Cardinale De Luca è ospitata la Pinacoteca di Bronte.

Grazie all’opera di Ignazio Capizzi, la biblioteca del Real Collegio raccoglie quasi tutte le opere che costituivano la cultura umanistica del secolo XVIII. Quando nel 1767, per ordine di Ferdi­nando III, i Gesuiti furono cacciati dalla Sicilia, mentre tutti facevano a gara per impossessarsi dei loro beni demaniali, l’illustre benefattore ottenne in dono numerosi volumi confiscati nelle biblio­teche palermitane della Compagnia, un preziosissimo patrimonio librario che fece trasferire a Bronte e che si arricchì ulteriormente durante l’Ottocento. Oggi gli scaffali, colmi di oltre 21 mila volumi, tra testi scien­tifici, letterari, filosofici e teologici, conservano preziose edizioni di grandissimo interesse alcune delle quali edite all’inizio del Cinquecento.

Tra gli studenti illustri del Capizzi anche Luigi Capuana.

Indicazioni stradali

Home

Servizi

Un anno di Feste Calendario Eventi

Feste religiose