Villa Romana del Casale

Villa Romana del Casale
Villa Romana del Casale, Piazza Armerina, EN, Italia
Piazza Armerina > Villa Romana del Casale
La Villa, tutelata dall’Unesco dal 1997, appartenne ad un esponente dell’aristocrazia senatoria romana, forse un governatore; secondo alcuni studiosi fu, invece, costruita ed ampliata su diretta committenza imperiale.
LA STORIA
La Villa romana del Casale è un edificio abitativo tardoantico, popolarmente definito “villa” nonostante non abbia i caratteri della Villa romana extraurbana, quanto, piuttosto, del palazzo urbano imperiale. Sorge a circa 5 km da Piazza Armerina, in contrada Casale, paesaggio ricco di vegetazione che nei giorni di primavera profuma l’aria mentre le acque del fiume Gela bagnano il territorio circostante rendendolo fertile e adatto alla coltivazione di noccioli, viti, uliveti e grano. La posizione del luogo, protetto dai venti, non sfuggì agli occhi del proprietario (ancora dal nome incerto) che qui fece costruire una delle più belle ville romane, oggi conosciuta in tutto il mondo e dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità, con ben 60 stanze e 3500 mq di mosaici pavimentali che costituiscono un complesso monumentale di inestimabile valore.
Coloro che vengono a visitarla, oltre a rimanere affascinati dalla campagna e dai colli ubertosi circostanti, formanti un “anfiteatro” naturale, e dalla lussureggiante vegetazione formata da cipressi, pini e ulivi le cui foglie argentee dipingono i colli, si chiedono come mai essa sia stata edificata in una zona così isolata.
Tutto l’entroterra siciliano era sede di stanziamenti romani con una notevole presenza di schiavi che assicuravano manodopera nei campi. Dunque, non zona isolata ma ad alta densità demografica ed urbana. Tre fortezze, collocate rispettivamente sui monti Casale, Mangone e Marino, assicuravano protezione a tutta la zona la cui campagna circostante era sicuramente ricca di selvaggina e di folti boschi. E fu proprio per i lussuosi soggiorni di caccia che tutto il complesso monumentale fu costruito, costituendo anche sede dove dedicarsi all’otium intellettuale e filosofico tanto amato dall’aristocrazia romana.
Possedere una villa significava appartenere ad una categoria elevata, a coloro che spendevano vere fortune alla ricerca dei piaceri della carne, dello spirito, della villeggiatura e della tavola. Il luogo adatto alla loro realizzazione era la villa al mare, al lago o in campagna, generalmente vicino ad un corso d’acqua. Nel periodo imperiale (I sec. a.C. – V sec. d.C.) queste lussuose dimore furono sempre più arricchite di tutti i comfort necessari a quel tenore di vita e, nel caso di questa Villa, il suo orientamento fa sì che una parte di essa sia esposta al sole, mentre l’altra rimanga all’ombra dando modo al proprietario di poter scegliere il calore del sole o il fresco dell’ombra. Il gran numero di vasche e fontane sparse all’esterno e all’interno di essa evidenzia l’importante ruolo ricoperto dall’acqua che, grazie ad acquedotti, cisterne (costituenti vari Castella Acquae) e all’impianto idrico in piombo basato sul principio dei vasi comunicanti, zampillava da questi serbatoi formando cascate artificiali che tanto deliziavano l’udito e la vista dei Romani frequentatori della Villa.
Tutto ciò, naturalmente, richiedeva una notevole quantità d’acqua fornita dal fiume Gela che scorre poco distante; un acquedotto lungo 1 Km pescava nella parte alta del canale e per caduta approvvigionava tutto il complesso monumentale formato da quattro raggruppamenti di edifici aperti verso il peristilio, dislocati su tre differenti livelli e chiusi dentro grandi muraglioni perimetrali in opera incerta.
Il primo raggruppamento comprende: le Terme, la Grande Latrina, l’Atrio Poligonale e l’Ingresso a Tre Fornici; il secondo: il Grande Peristilio, le stanze degli Ospiti, la Sala delle Ragazze in Bikini e la Diaeta di Orfeo; il terzo: gli Appartamenti privati del proprietario, la Basilica e l’Ambulacro della Grande Caccia; il quarto: la Sala Trìcora e lo Xistus.
- Indirizzo
Strada Provinciale 15, Piazza Armerina (Enna)
- Orari
La Villa è aperta ogni giorno, compresi i festivi.
Durante il periodo di vigenza dell’ora legale, e cioè dall’ultima domenica di marzo all’ultimo sabato di ottobre, la biglietteria rimarrà aperta dalle ore 9,00 alle ore 18,00; il cancello sarà chiuso alle ore 19,00.
Durante il periodo di vigenza dell’ora solare, e cioè dall’ultima domenica di ottobre all’ultimo sabato di marzo, la biglietteria rimarrà aperta dalle ore 9,00 alle ore 16,00; il cancello sarà chiuso alle ore 17,00.
APERTURA SERALE
I giorni di venerdì, sabato e domenica dei mesi di luglio ed agosto la biglietteria rimarrà aperta fino alle ore 23,00; il cancello verrà chiuso alle ore 23,30.
Giorni di chiusura: 25 dicembre e 1 gennaio.
- Prezzi
L’accesso è libero la prima domenica di ogni mese.
L’8 marzo l’ingresso è gratuito per le donne.
Per tutti i visitatori il costo del biglietto è di € 10,00.
La tariffa ridotta di € 5,00 si applica a:
i cittadini dell’Unione Europea e Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein di età compresa tra i diciotto ed i venticinque anni
i docenti delle scuole statali con incarico a tempo indeterminato
i cittadini di alcuni Paesi extra U.E. (consulta l’elenco)
L’ingresso è gratuito per:
tutti, la prima domenica di ogni mese
tutti i minorenni
per altri casi di gratuità visita il sito.
POSSIBILITÀ DI BIGLIETTO CUMULATIVO PER VISITARE I SITI DI AIDONE
Presso la biglietteria è possibile il pagamento mediante POS.
- +39 0935 680036
- museo.villacasale@regione.sicilia.it
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