Casino dei Civili

Casino dei Civili

Casino dei Civili

Corso Sicilia, 5, 95039 Trecastagni CT, Italia

Trecastagni > Casino dei Civili

Costruito durante il XIX secolo, come “Camera di conversazione” e luogo di raduno della classe borghese del paese.

Il palazzo, oggi appartenente alla famiglia Consoli, è uno degli edifici qualificanti il centro storico. Costruito durante il XIX secolo, il piano superiore è quello residenziale, con tre ampi saloni che mostrano le loro volte dipinte; quello inferiore è, invece, frazionato in diverse botteghe ma fino ai primi decenni del Novecento in due ambienti al piano terra ospitava il Casino dei Civili, un sodalizio di origine ottocentesca nato come “Camera di conversazione” e luogo di raduno della classe borghese del paese (i “Civili”, appunto), gente di consolidata posizione economica e professionale che da quel “palco” si esponeva per aggiudicarsi consensi e potere civico in contrapposizione alla numerosa corporazione degli artigiani e dei contadini. Al suo interno, quindi, si conversava, si leggevano i giornali, si giocava a carte vivendo in una continua competizione e affermazione di sé.

Poi arrivò il declino. Durante il regime mussoliniano, quando tutte le realtà associative dovettero fascistizzarsi, anche il Casino dei Civili di Trecastagni perdette la propria autonomia e con la contestuale fine della borghesia terriera del dopoguerra si estinse.

Gran parte dell’anno Giovannino e la moglie la passavano in paese. La loro casa aveva i balconi sulla piazzetta di fronte alle due porte del Casino dei Civili che nella buona stagione metteva le sedie di spago sul marciapiedi, occupate dai soci che se ne stavano a chiacchierare interpellando i contadini di passaggio.

Da “Giovannino” di Ercole Patti

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